RIPOSO 18 Aprile Apr 2013 1350 18 aprile 2013

L'ora della nanna non è più un incubo

Riti e consigli furbi perché vostro voglio si addormenti subito. E dorma tutta la notte.

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Un ambiente rilassante concilia il sonno dei bimbi.

Un ambiente rilassante concilia il sonno dei bimbi.

Il buio è calato ormai da un po'. E lui stringe beato il suo peluche preferito tra le braccia. Ma di fare la nanna non se ne parla. Come bisogna comportarsi? È giusto lasciare che rimanga sveglio e pianga nella sua culla? Oppure è meglio farlo addormentare nel lettone accanto a mamma e papà? Ecco il dilemma che si pone ogni genitore. La risposta più recente arriva da uno studio pubblicato su Pediatrics, una delle riviste scientifiche più prestigiose a livello internazionale, dedicate alla pediatria.
IL PIANTO NON PROVOCA DANNI
«Si può far piangere il bambino senza rischiare ripercussioni sulla sua personalità futura o provocargli irreparabili danni psicologici», sostengono i ricercatori australiani che hanno condotto l’indagine coordinati da Anna Price, pediatra al Royal Children’s Hospital di Parkville. Le strategie consigliate sono soft: «Il pianto va bene, ma per brevi periodi, affinché il bambino impari ad addormentarsi da solo».
LO SLEEP TRAINING FUNZIONA
Il team ha poi analizzato gli effetti dello sleep training - addestramento al sonno - su un campione di 225 neonati (che al momento hanno sei anni) con l'obiettivo di verificare che le tecniche fossero sicure per lo sviluppo emotivo e psicologico. I metodi indicati sono due: il controlled comforting (il conforto controllato) e il camping out.
DUE METODI A CONFRONTO
Nel primo caso si tratta di rispondere al pianto del bimbo solo a intervalli di tempo regolari in modo che impari ad auto-consolarsi. Nel secondo caso, invece, il genitore si siede vicino al piccolo in attesa che si addormenti e progressivamente, sera dopo sera, si allontana sempre più dalla culla fino ad uscire dalla cameretta.
L’addestramento al sonno, secondo i ricercatori di Parkville, porta buoni risultati sull’addormentamento dei neonati. E anche le neomamme ne beneficiano: stress e depressione si alleviano. Oltre a queste tecniche, aggiungono i medici, ci sono alcuni consigli pratici che è possibile mettere in atto per far si che il vostro frugoletto si abbandoni nella braccia di Morfeo.
EVITARE GIOCHI TROPPO ATTIVI DOPO LA CENA
Innanzitutto è bene che il bimbo sia rilassato. Anche i piccoli, come gli adulti, hanno bisogno di allontanare lo stress della giornata adottando ritmi più tranquilli. Evitate dunque giochi troppo attivi. E prestate attenzione all'orario della nanna, che deve essere sempre lo stesso ogni sera e anche nei fine settimana. Talvolta i genitori dicono che il bambino non sembra stanco e dunque non tentano di metterlo a letto. Errore. Quando il bimbo è molto provato, il suo organismo produce cortisolo, un ormone che lo agita. Se nell'organismo ne circola troppo, la persona non riesce ad addormentarsi ed è più facile che si svegli durante la notte.
COME CREARE DELLE BUONE ABITUDINI
Per regolarizzare i ritmi - dato che i bimbi sono abitudinari per eccellenza - consolidate la routine step dopo step: doccia, cena, chiacchiera, libro della buonanotte. E per invogliarlo ad andare sotto le coperte, offritegli delle alternative: Vuoi tre baci o 10? Preferisci il pigiama blu o quello giallo? Concedetegli poi un oggetto transizionale: il momento del sonno costituisce di fatto una separazione dagli affetti, un momento in cui si resta soli e che, quindi, può suscitare paura. Per ovviare a questo problema, scegliete insieme al vostro bimbo un oggetto che lo accompagnerà in tutte le attività che precedono la nanna e resterà con lui anche nella notte. E per far si che le ore notturne trascorrano in modo sereno, create un ambiente sereno e confortevole: allontanate dalla stanza videogiochi, computer e tivù.

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