PREVENZIONE 17 Aprile Apr 2013 1150 17 aprile 2013

Insidie a fior di pelle

Alcuni tessuti contengono sostanze tossiche. Che provocano dermatiti da contatto. Ecco come evitarle.

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dermatite

Aumentano le dermatiti da contatto.

Proteggere la pelle. Dal sole, dallo smog, dai traumi della depilazione. Ci pensiamo ogni giorno e lo facciamo soprattutto utilizzando creme studiate ad hoc. Le insidie però possono annidarsi anche nei nostri vestiti.
QUANDO L'INSIDIA È NEL TESSUTO
L’ultimo allarme arriva da una ricerca condotta da Skineco, Associazione internazionale di ecodermatologia, che ha eseguito un’indagine a campione su tre diverse tipologie di indumenti acquistati in farmacie e negozi specializzati. Destinati a donne e bambini, i capi presi in esame avevano alte concentrazioni di sostanze tossiche. Nichel, ftalati, formaldeide, ammine e piombo i più diffusi.
DERMATITI IN AUMENTO
Il problema, emerso già in passato nel corso di altri studi, è di grande attualità, soprattutto perché negli ultimi anni si è registrato un aumento di dermatiti da contatto provocate da tessuti. Eritemi, gonfiori, pruriti e, in alcuni casi, anche bruciori, sono i sintomi più comuni.
COLORANTI SOTTO ACCUSA
Letteradonna.it ne ha parlato con Paolo Pigatto, dermatologo a Milano e Presidente di Sidapa, Società italiana di dermatologia allergologica, professionale e ambientale. «Le dermatiti non sono dovute ai tessuti in sé, perché le fibre naturali non provocano allergie. La colpa è dei coloranti chimici che vengono utilizzati per trattarle. Q
uelli che mettono più a rischio la nostra pelle sono i cosiddetti dispersi (così chiamati perché il procedimento di colorazione avviene attraverso un metodo denominato, appunto, dispersione). Sono soprattutto i blu a dare i maggiori problemi», spiega lo specialista.
LE DONNE SONO PIÙ A RISCHIO
Chiunque può incorrere in reazioni allergiche di questo tipo, ma in alcuni casi le possibilità aumentano. «I soggetti che soffrono di altre allergie, così come quelli che hanno parenti allergici sono più esposti rispetto ad altri», chiarisce il dermatologo. Le più colpite sono le donne, in media il 50% dei casi in più rispetto agli uomini.
«Questo succede perché hanno una pelle più sottile e leggera, che favorisce l’assorbimento delle sostanze tossiche. Un’altra condizione che facilita lo scatenarsi di queste reazioni è il peso. Nei soggetti sovrappeso e in quelli obesi le percentuali salgono ulteriormente», precisa lo specialista.
CON IL CALDO MAGGIORI I CASI
Le dermatiti da contatto da tessuti si possono verificare tutto l’anno, ma con l’arrivo della bella stagione la situazione peggiora. Questo perché il sudore favorisce la liberazione degli allergeni, che entrano in contatto con la cute attraverso i tessuti contaminati. «Per evitare di avere reazioni è sempre opportuno lavare accuratamente i capi appena comprati, evitando di indossarli così come sono», consiglia Paolo Pigatto.
LAVARE ACCURATAMENTE I CAPI
Un lavaggio accurato è, dunque, l’arma più efficace per difendersi dalle sostanze tossiche che possono trovarsi negli indumenti e, a oggi, è quasi l’unica. In Europa l’utilizzo di molte sostanze è vietato, ma non esiste una norma per l’abbigliamento di importazione a basso costo, spesso lavorato in Paesi dove la regolamentazione in materia è diversa da quella comunitaria e dove i controlli sono minori.
NUOVI STANDARD SUI PRODOTTI
È anche vero che negli ultimi tempi è aumentato l’interesse verso questo argomento, basti pensare alla Campagna detox lanciata da Greenpeace, che ha convinto diversi brand di moda a un maggiore impegno sui controlli. Qualcosa si muove anche a livello legislativo e, per una volta, l’Italia ha fatto da apripista. Il 1 aprile scorso sono entrati ufficialmente in vigore dei nuovi standard sull’utilizzo del nichel nella lavorazione orafa, che abbassa la presenza consentita di questo metallo in molti prodotti destinati a un contatto prolungato con la pelle.

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