S.O.S SALUTE 15 Aprile Apr 2013 1022 15 aprile 2013

Prevenire l'osteoporosi si può

In menopausa una donna su tre soffre di questa patologia. Che rende le ossa fragili. Ecco come evitarla.

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osteoporosi

Una dieta ricca di calcio e una regolare attività sportiva sono tra i consigli più utili per prevenire l'osteoporosi.

Irene

Quando l'età avanza, la quantità di minerali contenuta nello scheletro si può ridurre, con il risultato che le ossa diventano più fragili. Tutto questo si verifica all'insorgere dell’osteoporosi, una patologia molto diffusa dopo i cinquant'anni, soprattutto tra le donne. Secondo le stime del Policlinico di Milano, infatti, circa il 30% delle donne in menopausa è colpito da questa malattia. Unoei rischi connessi è la più alta probabilità di fratture, la più frequente delle quali è quella del femore. Tanto che ogni anno in Italia se ne contano 100 mila solo di questo tipo, oltre a un imprecisato numero alle vertebre.
UNA VITA SANA, SIN DA GIOVANI
Secondo gli esperti, l'osteoporosi è una malattia che in molti casi si può e si deve prevenire, mantenendo un certo stile di vita sin da giovanissimi, nel momento in cui si formano le ossa. Sono tre i cardini su cui si basa la prevenzione: innanzitutto una dieta ricca di calcio adeguata all'età (1000 mg circa al giorno per le donne dai 18 ai 29 anni, 800 mg per quelle dai 30 ai 49) con latte, yogurt, formaggio e, se necessario, un integratore alimentare. Segue una moderata ma regolare attività fisica, per esempio camminando di buon passo mezz'ora al giorno.
L'IMPORTANZA DELLA VITAMINA D
Poi necessaria è l'assunzione della vitamina D, che serve ad assorbire il calcio nell'intestino, e che si forma nella pelle per azione della luce del sole. Basta, dunque, solo un po' di vita all'aria aperta per avere tutta quella che ci serve. Infine è utile sottoporsi ai giusti esami diagnostici, per tenere monitorata la propria situazione.
LA MOC, UN ESAME AD HOC
Per sapere se si è soggetti a rischio, esiste infatti un esame specifico. Si chiama MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) e viene effettuato con la tecnica DXA (Dual X-ray Absorptiometry). Il test misura la densità ossea e di sali minerali contenuti nella regione esaminata, di solito la colonna vertebrale lombare e il femore, ma a volte anche l'avambraccio o l'intero scheletro.
UNA VERIFICA PRECISA E NECESSARIA
Non c'è da temere per l'esposizione alle radiazioni, perché, secondo la Lega Italiana Osteoporosi, la dose utilizzata per l'esame è bassissima, molto minore di quella di una normale radiografia e infinitamente minore di quella di una TAC. Solo questo esame permette di fare con precisione la diagnosi di osteopenia, una modesta demineralizzazione ossea che costituisce una sorta di campanello di allarme, o di osteoporosi vera e propria.

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