PREVENZIONE 9 Aprile Apr 2013 1116 09 aprile 2013

Igiene intima, perché è meglio non esagerare

Come evitare irritazioni. E non rischiare infezioni. I consigli doc per lavarsi in sicurezza.

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Igiene intima.

Igiene intima. L'uso di prodotti non specifici aumenta il rischio di infezioni.

A volte anche l'igiene intima può risultare eccessiva. È il caso delle donne che non si affidano a prodotti specifici per le parti delicate, un'abitudine che secondo uno studio pubblicato su Obsterics and Gynaecology riguarda il 30% del gentil sesso che utilizza internamente detergenti e lubrificanti. A farne le spese è proprio la salute intima. Utilizzare, ad esempio, la vaselina come lubrificante aumenta del 32% l'incidenza di vaginosi batteriche, mentre oli non specifici incrementano del 39% le infezioni da candida. Come prendersi, allora, cura dell'igiene intima senza incappare in simili problematiche?
Letteradonna.it ne ha parlato con Francesca Rosso e Tania Cunzolo, esperte di ginecologia del Buonarroti Medical Center di Milano e dell'Ospedale Cardinal Massaia di Asti.
UN EQUILIBRIO DELICATO
Oli e prodotti non sicuri possono, dunque, alterare il delicato equilibrio della flora della vagina, dove vivono batteri responsabili del mantenimento di un ambiente acido. «Una flora vaginale sana aiuta a prevenire le infezioni e altre patologie e un pH acido garantisce il giusto equilibrio, impedendo la proliferazione di batteri o funghi patogeni», chiariscono le specialiste. Al contrario, inopportune modifiche di questi batteri possono portare a infezioni vaginali.
LE DIFESE DIPENDONO DALL'ETÀ
In realtà la flora vaginale varia a seconda delle fasi di vita della donna. Come spiegano le esperte, fino alla pubertà l’apparato genitale non beneficia ancora di un sistema efficace di autodifesa ed è maggiore il rischio di infezioni e vaginiti. Nell’età fertile, grazie ai lattobacilli, il pH vaginale si mantiene intorno a 3.5-4.5. Mentre, durante la menopausa i lattobacilli si riducono e pertanto il pH perde progressivamente acidità fino a raggiungere livelli vicino al neutro e il rischio di infezioni aumenta.
POCHE REGOLE PER NON ESAGERARE
Per un'igiene sicura, dunque, Francesca Rosso e Tania Cunzolo consigliano di lavarsi regolarmente l'esterno della vagina con acqua tiepida e saponi neutri, evitando i tamponi profumati e le polveri. Dopo aver urinato o defecato, invece, «bisogna sciacquarsi con acqua tiepida per evitare che l’urina irriti la cute ed asciugarsi con teli di cotone bianchi, tamponando e non strofinando, iniziando dai genitali verso l’ano e non viceversa per non portare germi e candida provenienti dall'intestino».
ATTENZIONE ALLE LAVANDE
Nel caso si sviluppi un'infezione, l'idea degli specialisti è quella di lasciare che sia la vagina stessa, grazie alle sue naturali funzioni, a purificarsi autonomamente. Infatti «il muco auto-prodotto serve a lavare via il sangue, lo sperma e le perdite vaginali». Niente lavande, quindi? «Se si è già affette da un'infezione vaginale, le lavande possono spingere i batteri fino all'utero, alle tube di Falloppio e alle ovaie. Per tali conseguenze, per la delicatezza che vanta la vagina, non sono quindi indicate», commentano le ginecologhe.
PREVENIRE LE IRRITAZIONI
Un'ultima raccomandazione riguarda oli e lubrificanti. Per le esperte, «quando si usano per la prima volta vanno prima applicati in una piccola quantità, meglio se lontano dal momento del rapporto sessuale, per osservare se si verificano irritazioni». Al di là delle infezioni, infatti, non bisogna dimenticare che fra i principali problemi associati all'uso di prodotti non idonei all'igiene intima sono incluse possibili reazioni allergiche.

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