LET'S DANCE 26 Marzo Mar 2013 1322 26 marzo 2013

Benessere a passi di tango

È il ballo del momento. Gioco di ruoli e impegno fisico. Come divertirsi e farne uno stile di vita.

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Tango.

Il tango, in Italia, è il ballo del momento: proliferano scuole di ballo e festival dedicati alla danza argentina. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

Il tango è il ballo del momento. Ma ben prima dell’elezione di papa Francesco e della ribalta di molte tradizioni argentine, Angela Manetti, pubblicitaria di Prato, ha dato alle stampe Facciamo tango! (edizioni Clichy), la prima guida al tango argentino in Italia. Un viaggio, tra corpo e mente, sul significato profondo di quello che è molto più di un ballo, ma quasi uno stile di vita. «Il tango è l’arte dell’abbraccio e l’abbraccio è l’anima del tango. Mentre si balla non si parla. In una società logorroica come la nostra, non si ricorre alla comunicazione verbale per esprimersi, ma ci si ascolta in una comunicazione corporea, nel silenzio di quell’abbraccio», spiega l'esperta che danza da cinque anni.
IL VADEMECUM ITALIANO
Da qualche tempo anche nel nostro Paese la comunità di appassionati di tango è cresciuta: Faitango, l’associazione di settore, coordina molte attività. Scuole di ballo e milonghe dove ballare non mancano: Angela Manetti nel suo libro ha schedato, regione per regione, associazioni, festival, scuole e indirizzi con maestri e appassionati del genere, per un utile e pratico vademecum per chi ama questa danza.
PRIMAVERA, FESTIVAL A GO GO
Stupisce, tra tutti, il numero dei festival  dedicati al tango: sbocciano quasi tutti in primavera. Dopo il Grande Encuentro de Tango, che si è svolto a Firenze a febbraio, di nuovo il capoluogo fiorentino ospita a marzo il Firenze Tango Festival. E ancora: dal 5 aprile tre giorni di tango anche a Montecatini e nello stesso periodo Torino Tango Festival in Piemonte. Bari, Alghero, Genova, Todi e Venezia hanno, ciascuna, una rassegna di tango per il mese di giugno e spicca, nella capitale, il Roma Tango Meeting.
FALSI MITI DA SFATARE
Le occasioni per ballare in Italia non mancano; ci sono però alcuni luoghi comuni da sfatare. Se è vero che molta della comunicazione nel tango è non-verbale (non si chiede mai «vuoi ballare?», ma la danza inizia con la ‘mirada’, cioè l’occhiata della donna a un ballerino che, se acconsente, fa il ‘cabeceo’, un gesto di cortese assenso con la testa) questo ballo è molto meno misterioso e ostico di quanto si pensi.
LE ORIGINI DEL TANGO
Non è vero, ad esempio, che il tango nasce come ballo da bassifondi: nasce, questo sì, in Argentina nell’Ottocento tra le popolazioni meno agiate, spesso immigrati uomini che improvvisavano le figure per strada, ma non è legato ai postriboli. È un ballo impegnativo, sia fisicamente che mentalmente perché richiede concentrazione ma i risultati, sulla muscolatura delle gambe e soprattutto sulla postura, sono evidenti già dopo le prime lezioni.
NESSUN PARTNER FISSO
Altro luogo comune da sfatare: il tango non richiede un partner fisso. Nelle varie scuole ci si può iscrivere da sole e cercare a lezione un compagno e nella tradizione milonga vuole che si balli tutti con tutti. Da far decadere, secondo Angela Manetti, anche il mito che questa danza sia un ballo maschilista: «Il bravo ballerino è anche un gentleman, in grado di mettere in luce la tanguera che porterà tra le sue braccia».
GIOCO DI RUOLI
In questo gioco di ruoli tra uomo che porta e conduce e donna che seduce, un paio di consigli pratici perché il tango sia davvero un momento di benessere anche per i piedi. «Da ballerina mi sento di suggerire di calzare scarpe adatte: il tacco 12  è magnifico, ma assicurarsi che la scarpa abbia nella parte anteriore un antishock pronunciato, pena dolori al metatarso e immediato affaticamento», consiglia Angela Manetti.
SCARPE SEXY E COMODE
L'ideale, per l'esperta, sono comodi tacchi 8 o 6, scarpe o con tacco basso a rocchetto oppure semplici sneakers che riposano la gamba, ma non impediscono l’assunzione della postura corretta. E soprattutto lo studio dei passi.

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