FOCUS SALUTE 25 Marzo Mar 2013 1513 25 marzo 2013

Celiachia e sensibilità al glutine: la differenza c'è

Due disturbi diversi. Che però causano fastidi identici. Un esperto spiega come distinguerli.

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Celiachia.

Celiachia e e sensibilità al glutine. I due disturbi spesso vengono confusi, e non c'è chiarezza sulle differenze, che in realtà sono sostanziali.

Dolori addominali, gonfiore e problemi intestinali. I sintomi sono simili, ma come fare a capire se la causa sia la celiachia oppure la sensibilità al glutine, conosciuta anche come gluten sensivity? Spesso i due disturbi vengono confusi, e non c'è chiarezza sulle differenze, che in realtà sono sostanziali.
DIFFERENZE SOSTANZIALI
Per fare luce una volta per tutte, allora, cominciamo dalle definizioni. La celiachia può essere catalogata come «una malattia autoimmune, con un danno rilevabile alla mucosa dell'intestino», spiega a Letteradonna.it Luca Elli, responsabile del Centro per prevenzione e diagnosi della malattia celiaca della Fondazione Ca’ Granda, Policlinico di Milano. Mentre la sensibilità al glutine è «un insieme di sintomi che si combattono con la semplice esclusione del glutine dalla dieta, senza che vi siano delle lesioni ai tessuti e valori specifici da rilevare».
SINTOMI MOLTO SIMILI
Dopo aver chiarito che i due disturbi sono diversi, i sintomi rimangono comunque molto simili. E allora come si fa a capire se si soffre dell'uno o dell'altro? «I fastidi e i dolori sono identici per cui l'unico modo per scoprire di cosa si tratta è fare un esame del sangue o una biopsia da un gastroenterologo. Un celiaco risulterà positivo agli esami, mentre per una persona sensibile al glutine si potrà fare solo una diagnosi a esclusione», chiarisce l'esperto. In pratica, se non si tratta di celiachia né di un altro disturbo, sarà gluten sensivity.
COSA FARE A TAVOLA
Nonostante le differenze tra l'uno e l'altro fastidio, secondo Luca Elli, a tavola il comportamento di chi ne soffre dovrà però essere molto simile. Certo, il celiaco presterà maggiore attenzione, perché ingerire glutine mette in moto il meccanismo autoimmune che crea lesioni al piccolo intestino; mentre chi non è malato, potrà anche concedersi qualche strappo alla regola, perché anche se si scateneranno i sintomi, non si verificherà mai alcun danno.
DISTURBI PRETTAMENTE ROSA
Ma c'è un altro punto in comune tra le due problematiche: entrambe colpirebbero maggiormente il gentil sesso. «Il motivo non si conosce ancora ma si pensa che le donne abbiamo un background genetico che possa favorire questi sintomi», chiarisce l'esperto. Insomma, se le ladies normalmente sono più attente a tavola, ora dovranno esserlo ancora di più.
DIETA GLUTEN FREE
Ma nessun falso allarmismo: una dieta senza glutine non fa ingrassare, a priori. «Se rimpiazzo pane e pasta con cibi naturalmente privi di glutine, come riso o gallette di mais, non causerò una significativa variazione calorica. È chiaro che se al posto dei carboidrati mangio dolci, renderò più grassa la mia dieta», precisa il gastroenterologo. E poi ci sono i prodotti cosiddetti 'gluten free', che si trovano in farmacia e, sempre più spesso, nel reparto dedicato del supermercato, a un prezzo superiore rispetto a quelli tradizionali, e con una variazione calorica praticamente irrilevante.
GLUTOX, UN NUOVO STUDIO
Infine, per chiarire tutti i punti rimasti ancora oscuri in merito alla sensibilità al glutine, è in corso un nuovo studio italiano nominato Glutox e promosso dall'Aigo (associazione italiana dei gastroenterologi) che cercherà di capire come eseguire la diagnosi corretta e quali siano le dimensioni del problema, che al momento, secondo le stime degli esperti, riguarderebbe tra il 5 e il 10% della popolazione nel nostro Paese. Ma bisognerà aspettare ancora qualche tempo, perché, a parere dell'esperto, i risultati saranno pronti tra circa un paio d'anni.

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