ALLARME 22 Marzo Mar 2013 1108 22 marzo 2013

Partorire un maschio accorcia la vita

A rischio le madri con più di 37 anni. Lo svela uno studio finlandese. Ed è subito polemica.

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Partorire figli maschi farebbe diminuire l'aspettativa di vita delle mamme.

Partorire figli maschi farebbe diminuire l'aspettativa di vita delle mamme.

Partorire figli maschi fa male alla salute delle mamme. L'allarme è stato lanciato da un recente studio finlandese condotto da Samuli Helle dell'Università di Turku, in Finlandia, ed è stato recentemente pubblicato sulla rivista Biology Letters.
ASPETTATIVA DI VITA RIDOTTA
Il monito dell'analisi è chiaro: partorire figli maschi potrebbe ridurre l'aspettativa di vita delle donne, aumentando del 7% il rischio di morte. Alcuni anni fa Samuli Helle aveva pubblicato anche una ricerca secondo la quale, per ogni figlio maschio, una donna perde circa 34 settimane di vita. Ora l'argomento ha ripreso concretezza grazie ai nuovi dati. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato i registri parrocchiali delle comunità finlandesi dal XVII al XX secolo. Secondo la ricerca se una donna ha l'ultimo figlio intorno ai 37 anni, la sua aspettativa di vita sarà strettamente legata al sesso del bambino. Secondo l'analisi dei dati raccolti, infatti, se una donna avrà una figlia le «sarà concesso di vivere in media altri 33,1 anni; 32,7 se avrà tre maschi, 32,4 se ne ha avuti sei».
IL SESSO DEL NASITURO SI PUÓ SCEGLIERE
Insomma, stando a questi elementi, il fiocco azzurro sarebbe da temere. E se si potesse scagliere il sesso del nascituro? Negli Stati Uniti, a New York e a Los Angeles, esistono ben due cliniche specializzate nella riproduzione assistita, dove è possibile scegliere se avere un maschietto o una femminuccia. Un procedimento che ha riscosso un successo enorme. Ma ha raccolto anche tante critiche. La selezione del sesso del nascituro è infatti vietata in molti paesi del mondo, compresa l'Europa. E così molte donne, che vogliono sottoporsi alla fecondazione assistita ma vogliono anche avere la possibilità di decidere il sesso del proprio bambino, decidono di rivolgersi alle cliniche americane. Gli istituti appartengono al dottore Jeffrey Steinberg, aspramente criticato da molti esperti di etica della riproduzione.
SI UTILIZZA LA FECONDAZIONE IN VITRO
Steinberg utilizza la fecondazione in vitro, unita alla tecnica PGD (diagnosi genetica pre-impianto). Gli ovuli vengono fecondati con lo sperma del partner e si formano gli embrioni. I medici delle cliniche estraggono una singola cellula dal feto, da cui viene analizzato il cromosoma del sesso. Se è quello voluto dagli aspiranti genitori, allora l'embrione viene impiantato nella donna. Altrimenti si prova con un secondo embrione.
«SESSISMO GREZZO»
Per il bioetico Arthur Caplan «si tratta di sessimo grezzo e di procedure che vanno scoraggiate prima che portino alla creazione del bimbo su misura, alto e biondo». Il dottor Steinberg ha dichiarato che «la selezione del sesso funziona il 99,9% delle volte. Sono felice di poter aiutare queste coppie a realizzare il loro desiderio». Spesso, ha aggiunto: «molte donne vengono da paesi in cui la pressione sul sesso dei bambini è enorme, come nel caso delle cinesi e delle indiane che quasi sempre chiedono un maschietto».

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