PREVENZIONE 20 Marzo Mar 2013 1356 20 marzo 2013

La crema contro i danni del cellulare

Contro la disidratazione e la perdita di tonicità. La cosmesi corre ai ripari. Ma l'esperto: «no allarmismi».

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Cellulari

La cosmesi propone una crema contro l'invecchiamento tecnologico della pelle. Ma un esperto afferma di evitare troppi allarmismi. (Thinkstock)

Getty Images/Comstock Images

Una crema contro l'invecchiamento tecnologico della pelle. È questa una delle ultime novità dell'industria cosmetica che con i prodotti Technoage® di MV Cosmetique promette di proteggere il collagene dall'azione negativa delle onde elettromagnetiche emesse da cellulari e smartphone. L'idea nasce dai dati di alcuni studi sugli effetti dei telefonini, il cui uso eccessivo sarebbe stato associato non solo a nausee e mal di testa, ma anche a irritazioni della pelle.
MENO TONO E LUMINOSITÀ
Lo stesso osservatorio MV Cosmetiques ha condotto un'indagine ad hoc concentrandosi su un campione di 500 donne manager, categoria che utilizza a lungo il cellulare sia per lavoro, sia per questioni personali. Ne è emerso che secondo il 34% delle intervistate la pelle del viso, soprattutto nelle zone che entrano in contatto con l'antenna del telefono, è meno tonica, meno luminosa e più secca.
UN PROBLEMA DI SURRISCALDAMENTO
Da una parte l'effetto irritante sarebbe dovuto all'azione del nichel e del cromo utilizzati per produrre i cellulari. Dall'altra a finire sotto accusa sono batterie e circuiti elettrici, che porterebbero al surriscaldamento della pelle. Secondo la cosmetologa Milena Valentini, ideatrice della linea cui appartengono i prodotti Technoage®, la pelle, «attraversata dalle radiazioni, si riscalda e provoca una riduzione delle proteine che si legano al collagene, favorendo la comparsa di rughe e diminuendo l’elasticità cutanea».
UNA BEN NOTA AZIONE ANTIOSSIDANTE
I prodotti contro l'invecchiamento tecnologico sfrutterebbero, dunque, «l'attività sinergica di principi attivi altamente specifici di origine naturale». In realtà, spiega a LetteraDonna.it Antonino Di Pietro, dermatologo plastico presidente dell'International Italian Society of Plastic Regenerative and Oncologic Dermatology (ISPLAD), questa azione antiossidante «è la stessa della maggior parte delle creme antiaging al mondo».
TROPPO (POCO) RISCALDAMENTO
Queste creme eserciterebbero, però, anche un'altra azione, arrivando a controllare la temperatura nella pelle, legandosi al collagene, proteggendolo e riparandolo dalla degradazione causata dalle radiazioni elettromagnetiche. Anche se in realtà, chiarisce sempre l'esperto, «non esistono creme in grado di abbassare la temperatura». Per di più, stando ai dati citati da MV Cosmetique, l'effetto che si vorrebbe contrastare è un aumento della temperatura sulla pelle di circa 0,3°C.
NESSUN MIRACOLO
Se una variazione di questa entità fosse così dannosa, precisa il dermatologo, basterebbe mettersi davanti a un termosifone che scalda molto di più per subire conseguenze ben più gravi del danneggiamento del collagene. Niente miracoli, quindi. E, soprattutto, niente allarmismi: come sottolinea lo stesso Antonino Di Pietro, al momento «non ci sono studi scientifici seri che comprovino questi rischi per la pelle».

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