PREVENZIONE 7 Marzo Mar 2013 1121 07 marzo 2013

Primavera, tempo di allergie

Inizia la stagione dei pollini e si scatenano i sintomi. L'esperto consiglia i rimedi per stare meglio.

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ALLERGIE

In primavera, la stagione dei pollini, aumentano le allergie. Occorre, quindi, prevenire i disturbi. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

Nonostante la pioggia e il cielo grigio, la primavera è ormai alle porte. E con la stagione in fiore, arriveranno anche le prime allergie. Oltre al bel tempo, infatti, in questo periodo dell’anno si registra la più alta concentrazione di pollini che scatenano sintomi e manifestazioni allergiche nei soggetti più sensibili. Secondo un rapporto dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sono circa 12 milioni gli italiani allergici. Numeri in aumento rispetto ai decenni scorsi, e destinati a salire ulteriormente. «Le patologie allergiche sono tipiche del mondo occidentale industrializzato, e le cause vanno ricercate nel peggioramento dell’ambiente che ci circonda», ha spiegato a Letteradonna.it  Domenico Schiavino, direttore della Scuola di specializzazione e del servizio di allergologia e di immunologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma. «I nostri meccanismi di difesa sono danneggiati da ciò che respiriamo, e questo crea delle problematiche a carico delle mucose», chiarisce lo specialista.
TEST E VERIFICHE
Le cause dell’allergia sono dunque esterne e non dipendono da deficit immunitari o ragioni genetiche, anche se è possibile che ci sia una certa familiarità, che porta a essere più sensibili a determinati allergeni.
Succede soprattutto se è così anche per un genitore, ma le percentuali sono molto basse. Rinite allergica, congestione nasale, tosse e lacrimazione i sintomi più comuni. Una volta scoperta la natura dell’allergia e identificato l’allergene che la provoca con appositi test, è necessario non farsi trovare impreparati e giocare d’anticipo, non solo per curare i sintomi, ma anche per vaccinarsi.
LE PREVISIONI DEL POLLINE
I pollini, infatti, non sono tutti uguali e la loro fioritura cambia da mese a mese. Possono esserci delle variazioni in base alle condizioni climatiche, facilmente consultabili grazie ai bollettini del polline, siti specializzati che, un po’ come il meteo, danno delle indicazioni sui periodi di fioritura delle singole piante.
DA MARZO ALL’ESTATE
La stagione dei pollini comincia al Sud, due-tre settimane prima rispetto al Nord. Fino al 15 marzo siamo in una fase pre-primaverile, in cui sono soprattutto gli allergici ai cipressi ad avere problemi. Poi sarà la volta del nocciolo e dell’ontano. Aprile, maggio e giugno sono invece i mesi di betulle, graminacee, olivo e parietaria, una pianta particolarmente "cattiva" perché i suoi pollini sono molto piccoli, caratteristica che permette loro di penetrare più a fondo nelle mucose, dando problemi notevoli.
L’UTILITÀ DELLA VACCINAZIONE
I rimedi più utilizzati per alleviare i sintomi delle allergie sono gli antistaminici, anche se da qualche anno si sta ricorrendo sempre più spesso a cure alternative, come omeopatia e agopuntura. Il modo più efficace per rispondere a questa aggressione esterna resta però il vaccino, metodo consolidato da oltre quarant’anni di applicazione. «Il vaccino interferisce con la tolleranza del paziente nei confronti dell’allergene, portandola a livelli più elevati. In questo modo, la sensibilità dell’allergico viene ridotta e ciò porta anche a una notevole riduzione dei sintomi. L’allergia non sparisce, però migliora di molto», aggiunge Domenico Schiavino. Il vaccino va fatto con un anticipo di qualche mese rispetto all’inizio di fioritura della pianta a cui si è allergici, altrimenti si rischia di vanificarne gli effetti.
IL DISTURBO, COL TEMPO, TENDE A PEGGIORARE
Questo rimedio è utile anche perché con il passare degli anni le allergie stagionali tendono a peggiorare. «Quando si sviluppa l’allergia, infatti, il livello di tollerabilità è più alto, quindi può capitare di non soffrire sempre, ma solo se la concentrazione di allergeni supera una certa soglia.
Con il tempo, invece, possono esserci delle complicanze; una rinite allergica, ad esempio, può degenerare in sinusite o in asma bronchiale», conclude lo specialista. Per evitare complicazioni è importante anche seguire delle semplici regole di comportamento: evitare le zone ad alta concentrazione pollinica e chiudere i finestrini quando si viaggia in macchina sono precauzioni necessarie che, di certo, non risolvono il problema, però ci aiutano a stare meglio.

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