CURE DOLCI 6 Marzo Mar 2013 1343 06 marzo 2013

Omeopatia, disinformazione e pregiudizio

Molte donne fanno ricorso a questa terapia. Che divide i medici. Un'esperta ci spiega perché.

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Omeopatia.

Regna ancora la disinformazione sulla omeopatia.

Getty Images/Creatas RF

Donna, di mezza età e con titolo di studio e livello socioeconomico medio-alti: è questo il profilo del paziente italiano che si affida all'omeopatia. A svelarlo è un'indagine voluta dai produttori di rimedi omeopatici per fotografare l'immagine che gli abitanti del nostro Paese hanno di questa medicina. Appare chiaro un dato: anche se il ricorso alle specialità omeopatiche è tutt'altro che raro, la disinformazione regna sovrana.
UNA SOLUZIONE POCO NOTA
Il 16% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver utilizzato cure omeopatiche almeno una volta nell'ultimo anno, mentre il 7% le usa spesso sia da sole, sia insieme ai farmaci tradizionali. I veri entusiasti secondo cui l'omeopatia potrebbe superare in efficacia i farmaci tradizionali sono uno ogni 10. Ma gli italiani che credono sia inefficace sono altrettanti: uno su quattro non assumerebbe mai i suoi rimedi, mentre uno su tre li utilizzerebbe solo per curare disturbi poco importanti, ad esempio malanni di stagione. Resta il fatto che ancora in molti non hanno idea di cosa sia l'omeopatia, a cosa serva e come funzioni e vorrebbero saperne di più per potervi far ricorso più spesso.
RESISTENZA DEI MEDICI
Ma come informarsi correttamente? La stragrande maggioranza degli intervistati ha dichiarato che vorrebbe ricevere più informazioni dal proprio medico di base e quattro italiani su 10 assumerebbero rimedi omeopatici se fosse lui a  prescriverli. «I medici sono il primo veicolo di informazione e di proposta, ma quelli contrari all'omeopatia sono in netta prevalenza», ha spiegato a Letteradonna.it Simonetta Bernardini, presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI).
NON RIENTRA NELLE SCIENZE
Anche in questo caso a giocare un ruolo fondamentale sarebbe la disinformazione. «Il problema è presente già a livello universitario, dove non si insegnano le medicine complementari. Di conseguenza, anche il medico vive di pregiudizi, mentre l'omeopatia è un grande alleato della medicina "ortodossa" anche in casi di malattie importanti».
ALTRE FONTI DI INFORMAZIONE
I pazienti hanno, però, a disposizione anche altri strumenti per informarsi in modo corretto, ad esempio società scientifiche come la stessa SIOMI, sul cui sito è presente un'area totalmente dedicata ai pazienti, o le associazioni di pazienti omeopatici. «L'importante è formarsi nel concetto di alleanza terapeutica integrata. Nel nostro mondo medici e pazienti si alleano contro la malattia», sottolinea l'esperta.
ACQUISTI SICURI IN FARMACIA
Altro problema di rilevanza non trascurabile è il costo delle cure omeopatiche, ritenute troppo care da un utilizzatore su tre. In realtà, sottolinea Simonetta Bernardini, ciò che incide di più sulle tasche del paziente sono le visite: «Non a caso l'omeopatia è più diffusa laddove, come in Toscana, le visite sono incluse nei servizi offerti dalla sanità pubblica. I rimedi, invece, hanno prezzi diversi e si può spendere anche poco». L'importante è rivolgersi a canali di vendita sicuri, come le farmacie, dove la qualità del prodotto è sempre garantita.

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