CORPO&MENTE 28 Febbraio Feb 2013 1212 28 febbraio 2013

Diabete, l'incubo dei precari

Lo stress da incertezza lavorativa fa ammalare. La soluzione è la psicologia positiva.

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I precari, vittime di stress e ansia, hanno un rischio maggiore di ammalarsi di diabete. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

Stress, ansia, paura e insonnia, ma anche tachicardia, gastrite e mal di testa. Sono solo alcuni dei sintomi più diffusi riconducibili alla cosiddetta sindrome del precario, una patologia figlia dei nostri tempi, collegata al periodo di instabilità economica e lavorativa degli ultimi anni. Uomini e donne sono colpiti allo stesso modo, anche se per le donne ai problemi sul lavoro si aggiungono, molto spesso, le responsabilità familiari.
LAVORO, PRIMA FONTE DI STRESS
Da un sondaggio online condotto da Eurodap, Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico, su 300 persone tra i 25 e i 55 anni, il 70% ha dichiarato di trovare la maggiore fonte di stress proprio sul posto di lavoro. Di questi, il 60% teme i colleghi, mentre il 40% ammette di avere un atteggiamento accondiscendente nei confronti del datore di lavoro, per paura di un licenziamento in caso di eventuali contrasti. Questi timori generano molta competizione e spingono i dipendenti a non dire mai di no alle richieste dei superiori, aggiungendo ansie e tensioni a quelle già esistenti. E innescando così, pericolosi circoli viziosi.
ANSIOSI A RISCHIO DIABETE
Ansia e stress possono favorire anch l'insorgenza di vere e proprie malattie, come il diabete. «Gli stati ansiosi modificano il metabolismo provocando degli accumuli di insulina, anche perché l’insoddisfazione lavorativa porta ad alimentarsi in modo scorretto», precisa l’esperta. La colpa è di un’alimentazione sbagliata, povera di proteine animali nobili, frutta e verdura, ricca altresì di alimenti e bibite ad alto contenuto zuccherino. Alto anche il rischio di usare il cibo come sostituto, cercato non per necessità, ma per supplire a mancanze di altro genere.
IMPARARE IL PENSIERO POSITIVO

Ma una soluzione c'è, e si chiama psicologia positiva. «Le circostanze economiche e lavorative ci spingono ad apporfondire una maggior conoscenza di noi stessi e ad imparare le tecniche per gestire ansia e stress. Si possono fare degli esercizi per prendere coscienza di eventuali  pensieri disfunzionali (cioè quelle distorsioni del pensiero che fanno vedere tutto nero, ndr) e trasformarli in funzionali», spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, direttore dell’Eurodap e autrice del libro Instant Therapy - come affrontare e superare ansia e stress in cinque mosse, edito da Kowalski.
UTILI ESERCIZI PER IL RELAX
Come ottenere un maggiore equilibrio psicologico. «Un esercizio possibile è quello di provare a pensare a tutte quelle cose che ci fanno paura e poi scriverle su un foglio. Subito dopo, darsi da fare e pensare, invece, a una serie di possibilità positive», consiglia l'esperta che chiarisce: «Non si tratta di uno sfogo, ma di una presa di coscienza, perché focalizzare l’attenzione su ciò che ci allarma aiuta anche ad ampliare le proprie vedute e scoprire così nuove vie percorribili alternative alla paura».
SÌ A SEMINARI DI GRUPPO
Gli esercizi si possono fare anche da soli, ma l’efficacia aumenta se si opta per un percorso di gruppo. Si tratta di incontri sotto forma di seminari, dove vengono spiegate queste tecniche di rilassamento. Una soluzione molto diffusa all’estero, che sta prendendo piede anche nel nostro Paese. Le conseguenze di ansia e stress si riflettono, purtroppo, anche sul corpo. Da un lato è importante non trascurare gli input di allarme che il nostro organismo ci manda, ma allo stesso tempo dobbiamo valutare ciò che comunica all’esterno, che lascia trasparire di noi. «Il corpo dice a noi e agli altri, e i nostri atteggiamenti riflettono sempre il nostro stato interiore», ci spiega Paola Vinciguerra.

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