salute 26 Febbraio Feb 2013 1234 26 febbraio 2013

Troppo calcio fa male al cuore

Uno studio svedese fa il punto sulla salute delle ossa. E sugli integratori.

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Il problema della fragilità ossea e dell'impoverimento di calcio nelle donne si acuisce con la menopausa. La dieta equilibrata è fondamentale per la prevenzione.

Getty Images - (c) George Doyle

Il calcio può nuocere al cuore delle donne. E non solo quello della domenica in tv. A sostenerlo è uno studio condotto dai ricercatori svedesi dell’Università di Uppsala e pubblicato sul British Medical Journal secondo cui livelli troppo elevati o troppo bassi di consumo di calcio – assunto con la dieta o per mezzo di integratori – sono correlati a un più alto rischio di morte, in particolare, per malattie cardiovascolari.
UNA RICERCA DI 19 ANNI SU 61. 433 DONNE
L’equipe svedese ha preso in esame 61.433 donne svedesi, nate tra il 1914 e il 1948, e le ha seguite per una media di 19 anni registrandone le cause di morte ricavate dallo Swedish cause of death registry, il Registro Svedese delle Cause di Morte. I ricercatori hanno poi fatto riferimento allo Swedish mammography cohort per ottenere i dati sulla dieta e sull’apporto di elementi nutritivi e minerali come il livello di calcio totale, compreso quello assunto tramite integratori.
CALCIO E AUMENTO DELLA MORTALITÀ NELLE DONNE
Dopo aver controllato e parametrato l’attività fisica, l’abitudine al fumo, lo stato di menopausa, l’assunzione di alcol e altri fattori dietetici, gli studiosi hanno trovato che il 32% delle pazienti esaminate sono decedute per malattie cardiovascolari  (il 16% a causa di malattie cardiache e l’8% per ictu).  Nelle donne con un apporto di calcio superiore a 1.400 mg/die sono stati riscontrati in generale i tassi più elevati di morte per tutte le cause, e in particolare per malattie cardiovascolari e cardiache. Ma un tasso di mortalità maggiore è stato riscontrato anche nelle donne con un apporto di calcio inferiore a 600 mg/die.
I RISCHI DEGLI INTEGRATORI
Altro dato interessante, le donne che avevano assunto calcio tramite gli integratori per un valore superiore ai 1.400 mg/die hanno registrato un tasso di mortalità più elevato rispetto a coloro che non assumevano integratori. Nelle pazienti che contavano un altrettanto elevato apporto di calcio nella dieta si è riscontrata una mortalità maggiore più di due volte rispetto alle donne con un apporto di calcio compreso tra i 600 e i 999 mg/die. «Se si dispone di una dieta normale, non c’è bisogno di prendere integratori di calcio», ha spiegato Karl Michaëlsson, autore principale della ricerca e chirurgo-ortopedico presso l’Università di Uppsala in Svezia. «I supplementi di calcio sono utili se si dispone di una dose molto bassa di calcio, ma ciò si verifica solo in pochi casi».
NON SERVE ASSUMERE PIÙ CALCIO DEL DOVUTO
«È noto che le donne in età post menopausa sono esposte sia al rischio di osteoporosi e fratture sia al rischio cardiovascolare. L’assunzione di una quantità adeguata di calcio viene consigliata, anche attraverso i comuni media, con fini sostanzialmente commerciali, come misura utile a prevenire l’osteoporosi. La medicina insegna che oltre un certo quantitativo (intorno a 700 mg/die) l’aumento del consumo di calcio non riduce ulteriormente questo rischio», commenta Maria Frigerio, direttore del reparto di Cardiologia dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.
IN MEDIO STAT VIRTUS
Ma quali sono le conclusioni a cui possiamo arrivare? «Lo studio svedese ci insegna l’antica arte della moderazione. E che non serve (anzi può essere dannoso) pensare di contrastare il tempo che passa e i suoi effetti assumendo oltre misura sostanze o alimenti dei quali abbiamo sì bisogno, ma nella giusta dose. Il fatto che le ossa contengano calcio non implica automaticamente che assumere più calcio significhi fissarlo nelle nostre ossa. Anzi, il calcio in eccesso può alterare a livello strutturale e funzionale le caratteristiche delle pareti arteriose, aumentando il rischio cardiovascolare», rispende l'esperta.
La conclusione quindi è che se l’alimentazione è bilanciata non c'è bisogno di supplementi o integratori. Un vantaggio, oltre che per la nostra salute, anche per l'economia familiare.
MODERAZIONE ANCHE IN MENOPAUSA
In conclusione, sono indubbi i benefici dell’integrare i livelli di calcio nell’organismo, soprattutto nelle donne che sono in un periodo delicato come quello della menopausa. In questo momento infatti, c’è una maggiore predisposizione alla perdita di densità minerale ossea –non bisogna assumere gli integratori in modo indiscriminato ed eccessivo. Studi come quello dell’Università di Uppsala insegnano che il miglior segreto, è la moderazione. Ed è importante essere consapevoli che il troppo o troppo poco fa male. Questo  significa “avere a cuore” il proprio cuore.

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