PROVOCAZIONI 22 Febbraio Feb 2013 1224 22 febbraio 2013

Sfilate di moda e di buffet senza un'anima eco

Vanno per la maggiore i light dinner con i finger food. Ma il rispetto per l'ambiente spesso passa in secondo piano.

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buffet

Il finger food è protagonista dei buffet più modaioli.

Michael Maeyer

Se gli abiti sfilano in passerella, il cibo sfila prima e dopo qualsiasi evento, presentazione in showroom, cocktail di inaugurazione. Questa è la settimana della moda a Milano e per tradizione che gli stilisti organizzano cene e buffet di grande prestigio.
LIGHT DINNER, UNA NUOVAMODA
In tempi di crisi, non ci sono più le cene di una volta, verrebbe da dire, ma non è un'osservazione nostalgica.
E allora, per dissimulare la crisi, si ricorre alla parola straniera che aggiunge fascino e internazionalità a un appuntamnto che con la cucina leggera ha ben poco a che vedere.
Se siamo invitati a un light dinner tutto è perfetto, chic.
L'APE-CENA DEI GIOVANI
Ma il light dinner è in pratica quello che i giovani chiamano ape-cena, ossia un aperitivo con buffet sufficientemente robusto da togliere, o almeno placare l’appetito. Per la felicità del portafoglio, considerato i budget risicati. Ovviamente i light dinner, molto di moda a New York, sono preparati con prelibatezze, tutto è curato, perfetto, niente a vedere con l’happy hour dei baretti per teenager che tracimano di paste fredde scotte, focacce, insalate di riso ai wurstel e di quanto sia più adatto a sfamare a buon prezzo. E almeno così dovrebbe essere anche a Milano...
MANCA L'ATTENZIONE AL CIBO ECO
Ma il vero rimprovero che si può muovere al mondo della moda è quello di non essere attenta alla tendenza più forte del mondo del food, cioè agli alimenti a chilometro zero, che rispettano l'ambiente, hanno un sapore migliore e costano meno perché non devono attraversare i continenti.
Invece la Moda ha un po' la presunzione di pensare di saper rendere stiloso tutto ciò con cui si rapporta, di essere una sorta di re Mida che trasforma in oro quello che tocca. E sicuramente, se tra un finger food e l’altro si parlasse anche di cibo, sarebbe molto anche questo un argomento molto di tendenza.
BICCHIERINI VUOTI E MONTAGNE DI RIFIUTI
E alla fine del party sapete cosa rimane? Centinaia di bicchierini, di coppette, di cucchiaini, di forchettine di plastica non degradabili, insomma una montagna di rifiuti inquinanti che stonano con quell’ambiente, esattamente come i sacchetti di plastica sulle spiagge tropicali. Oppure non stonano, perché tutto sommato nessuno si lamenta e il bicchierino che conteneva il trancetto di astice o il dadino di bloc di foie gras era così "carino", in fondo "è così bello mangiare i finger food senza sporcarsi le mani...".
E se l’ambiente ne risente? "Vabbè, ma che cosa ci possiamo fare?".

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