S.O.S SALUTE 21 Febbraio Feb 2013 1406 21 febbraio 2013

Capelli, è allarme stress

Chioma a rischio per una donna su due. In aiuto terapie all'avanguardia. Con il plasma.

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Capelli.

Lo stress è una delle cause principali per la perdita dei capelli. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

I capelli delle donne sono sempre più a rischio caduta. L’allarme arriva dall’Ihrf, International hair research foundation che, in occasione del secondo Congresso di dermatologia sui fattori di crescita, ha lanciato l'allarme.
UN NEMICO PERICOLOSO
Secondo una ricerca promossa dalla Fondazione, il 47% delle donne, quasi una su due, dichiara di avere problemi di perdita di capelli. Tra le cause, fattori genetici, scompensi ormonali e regimi alimentari squilibrati, ma la più determinante sarebbe lo stress. Lo studio, condotto in collaborazione con 140 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale, ha preso in esame un campione di 4 mila donne italiane, di età compresa tra i 22 e i 65 anni, evidenziando le principali cause di questo stress.
MAL DI CUORE
Al primo posto, con il 23%, c’è un problema relazionale. La separazione da un compagno o da un fidanzato è, infatti, la prima fonte di ansia per una donna. Segue lo stress professionale, con un’incidenza del 16% mentre, al terzo posto, si colloca la perdita di un’entrata economica, con il 14%. La percentuale è alta anche per le mamme, che nel 34% dei casi lamentano una caduta dei capelli nella fase successiva al parto. Il 42% delle donne intervistate accusa, invece, problemi di perdita di capelli dopo una dieta.
QUANDO PREOCCUPARSI
Nelle donne, la caduta dei capelli può dipendere da vari fattori, da fenomeni transitori e quindi meno preoccupanti. Ma quando deve suonare il campanello d'allarme? «Sicuramente quando la caduta diventa massiccia ed è accompagnata da fragilità e diradamenti», ha spiegato a Letteradonna.it Paola Bezzola, dermatologa a Milano. Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave. «Bisogna evitare diete fai da te, che promettono dimagrimenti veloci nell’arco di poco tempo, perché il capello  risente subito di scompensi legati a un’alimentazione scorretta», chiarisce l'esperta.
UNA TERAPIA ALL’AVANGUARDIA
Tra i rimedi più efficaci, oggi si ricorre sempre più spesso alla Prp (plasma ricco di piastrine), terapia rigenerativa relativamente nuova, che consiste in micro applicazioni di plasma in aree specifiche del cuoio capelluto. Si usa il plasma ottenuto da una piccola quantità di sangue del paziente, isolando i fattori di crescita, in modo tale da stimolare la formazione del collagene e aumentare la vascolarizzazione della zona.
«Il plasma può essere applicato sulla parte, oppure iniettato tramite veicolazione transepidermica, una tecnica usata per superare l’epidermide e far penetrare più a fondo i principi attivi. Il numero delle sedute varia da caso a caso, ma di solito ne bastano due o tre, da effettuare a distanza di uno-due mesi l’una dall’altra. I primi risultati sono visibili dopo qualche mese dall’ultima applicazione che, in caso di necessità, può essere ripetuta dopo un anno», conclude la dermatologa.
Sembra dunque finito il tempo di compresse e fialette, l’ultima frontiera della dermatologia non è poi così lontana.

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