ALLARME 19 Febbraio Feb 2013 1243 19 febbraio 2013

La tecnologia ci ruba il sonno

Pc e tablet sono nemici del riposo notturno. E minacciano la pressione, la memoria e l'umore.

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La tecnologia ruba sonno

La tecnologia può essere una causa della «semi-sonnia», ovvero sindrome del sonno interrotto. (Thinkstock).

Morfeo non ci ha ancora accolto tra le sue braccia, il sonno purtroppo fatica ad arrivare. E allora, l'idea: l’ultimo tweet prima di spegnere la luce. È capitato a tutti, almeno una volta. Eppure dietro un comportamento apparentemente innocuo, si nasconde un grave rischio per la salute: i social network&co possono essere responsabili di una notte insonne. Parola di ricercatori. L’allarme arriva dall’Inghilterra: uno studio condotto su 30 mila casi ha messo in relazione l'abuso di strumenti tecnologici con quella che è stata ribattezzata «semi-sonnia», ovvero sindrome del sonno interrotto, un risveglio precoce rispetto al normale. Controllare le mail fino a tardi, commentare post e foto, chattare con gli amici, ma anche guardare la tivù ed esagerare con i videogames, sono tutte attività che impediscono al cervello di staccare la spina, rivoluzionando i ritmi sonno-veglia con conseguenze importanti sulla nostra salute.
IMPROVVISI RISVEGLI
«In realtà non si tratta di una patologia nuova, ma rientra nei disturbi riconducibili all’insonnia», ha spiegato a Letteradonna.it Luigi Ferini-Strambi, responsabile del Centro di medicina del sonno dell’Istituto San Raffaele di Milano. Definizione a parte, il collegamento tra insonnia e abuso di strumenti tecnologici è però reale. «Dopo una prima fase di 2-3 ore, il sonno diventa più leggero», ha chiarito lo specialista, «e nel caso di soggetti predisposti, questo cambiamento di ritmo causa il risveglio». Succede soprattutto a persone che hanno molte cose da fare e che conducono una vita attiva. «Lo stress in questo gioca un ruolo importante, perché chi vive sotto pressione ha maggiore difficoltà a spegnere i centri della veglia e accendere quelli del sonno», ha spiegato ancora l’esperto.
UN DISTURBO AL FEMMINILE
Se capita di svegliarsi dopo poche ore di sonno bisogna evitare l’uso dei social network e, in generale, di dispositivi elettronici capaci di stimolare l’attenzione. La luce dello schermo blocca infatti la produzione di melatonina, molecola naturale prodotta dall’epifisi durante la notte e fondamentale nella regolazione del ritmo sonno veglia. In questo difficile equilibrio tra vita moderna e riposo necessario, le donne sono le più colpite. «Le donne infatti sono più predisposte a soffrire di ansia e depressione», ha aggiunto Luigi Ferini-Strambi, «e nel 50% dei casi l’insonnia dipende da questo. Inoltre sono spesso soggette alla sindrome delle gambe senza riposo, che le porta a girarsi spesso durante la notte».
LE CONSEGUENZE: IPERTENSIONE E MEMORIA KO
L’insonnia, a lungo andare, provoca conseguenze anche gravi sull’organismo, in modo particolare al sistema cardiocircolatorio, a quello immunitario e alla memoria. Il sonno abbassa infatti il livello del cortisolo nel sangue, noto anche come "ormone dello stress". Se si resta svegli di notte, invece, aumenta, provocando l’innalzamento della pressione sanguigna e, nei casi più gravi, l’ipertensione. In mancanza di un riposo adeguato il sistema immunitario incontra maggiori difficoltà a elaborare le difese accumulate durante il giorno, esponendo l’organismo a maggiori rischi di contrarre malattie e infezioni. Brutte notizie anche per la memoria. L’insonnia impedisce al cervello di immagazzinare le informazioni ricevute durante la giornata, con inevitabili conseguenze di concentrazione e rendimento. Da non sottovalutare gli effetti sull’umore. Non dormire provoca stanchezza, ma anche ansia e irritabilità.
QUANDO PREOCCUPARSI
Può capitare a tutti, ogni tanto, di avere difficoltà ad addormentarsi o di svegliarsi nel cuore della notte. Episodi sporadici, che non devono mettere in allarme. L’insonnia diventa un problema solo quando è costante e si ripete. In questi casi si crea anche un condizionamento, perché si va già a dormire con la certezza che non si riuscirà a farlo. Per evitare che il problema si cronicizzi è indispensabile parlarne subito con il proprio medico e arrivare a una soluzione anche farmacologica, se necessario. Bisogna inoltre adottare uno stile di vita più equilibrato. Andare a letto sempre alla stessa ora, evitare litigi e altre fonti di stress, abbassare le luci nella stanza, sono piccoli accorgimenti che possono fare molto, per un riposo più sano. E una successiva giornata serena.

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