HAPPY SOUL 18 Febbraio Feb 2013 1320 18 febbraio 2013

Training autogeno contro lo stress

Semplici esercizi mentali curano le malattie psicosomatiche. E liberano il corpo da ansia e tensioni.

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Training autogeno.

Il training autogeno è l'ideale contro le malattie psicosomatiche.

Getty Images - (c) Stockbyte

Tensione, ansia e nervosismo si curano con il training autogeno. Quando lo stress non è dovuto a vere e proprie patologie, il medico può fare ben poco, mentre un ciclo di tecniche di rilassamento sì. «Si tratta di un metodo basato sull'utilizzo di immagini mentali per procurare modificazioni fisiologiche», spiega Elisa Andrighi, psicologa dell'ospedale San Paolo di Milano, «per esempio il rilassamento dei muscoli, oppure la dilatazione delle vene in un soggetto iperteso». Si tratta, dunque, di una cura alternativa non prevista dal servizio sanitario nazionale. Se, ad esempio, alla base di una cefalea non c’è un problema neurologico ma una tensione evidente il paziente può affidarsi a un percorso educativo di training, proposta da alcuni ospedali o, più spesso, da strutture private con psicologi specialisti.
GLI ESERCIZI DELLE IMMAGINI
Gli "esercizi delle immagini" più comuni sono quelli cosiddetti del calore: «Il paziente, ad esempio, immagina di essere steso al sole, oppure in una vasca calda; in questo modo i neuroni mandano un micro impulso al cervello, così i muscoli si rilassano e allontanano la tensione. Negli esercizi della pesantezza, invece, il paziente si sente più pesante, come se il corpo diventasse di marmo, così i vasi si rilassano e lasciano scorrere meglio il sangue», spiega l'esperta. Poi ci sono le tecniche per controllare la respirazione, immaginando di imitare il soffio del vento o lo scorrere di un fiume, e infine quelli specifici, per le spalle, la nuca o il viso, utili per prendere coscienza del proprio corpo.
SI PUÒ FARE DA SOLE
Tutto ciò non è altro che la risposta alla tensione, e può avere effetti su disturbi come la cefalea, l'infiammazioni dell’intestino, i disturbi circolatori e su tutte le malattie di origine psicosomatica. Il segreto è apprendere la tecnica.  L’obiettivo degli psicologi, infatti, è che la persona impari da sola una serie di cicli, oltre che uno stile di vita più sereno. «L'esercizio autonomo e continuo di queste tecniche non solo cura certi disturbi», ha aggiunto Andrighi, «ma li può prevenire». Una volta imparato, poi, quanto tempo bisogna dedicare al training autogeno perché abbia degli effetti? Il fondatore della tecnica, lo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, diceva che erano necessari tre esercitazioni al giorno, ma visto i ritmi della quotidianità «è sufficiente anche una volta sola. All'inizio il corpo ci metterà qualche minuto per raggiungere una certa condizione, con il tempo imparerà da solo e impiegherà solo pochi secondi», rassicura Elisa Andrighi.

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