Tutele 15 Febbraio Feb 2013 1312 15 febbraio 2013

Islanda, il paese che ama le donne

Sarà il primo in Europa a vietare la pornografia on line. Dopo lo stop agli strip bar.

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Pornografia on line. L'Islanda vuole bloccare l'accesso ai siti, a tutela delle donne.

L'Islanda come la Cina. L'isola all'estremo Nord Europa sta per diventare la prima democrazia occidentale a censurare del tutto la pornografia on line, sulla scorta di quanto già accade in molti paesi dell'Estremo Oriente, dove i maggiori siti con contenuti per adulti vengono filtrati dal governo di Pechino. L'obiettivo è tutelare i bambini, ovviamente, ma soprattutto le donne.
CONTRO LA VIOLENZA
L'introduzione di un filtro per impedire la visione e il download di video e immagini pornografiche dal computer di casa, dalla console portatile e dallo smartphone, insieme al divieto dell’uso delle carte di credito islandesi per accedere agli indirizzi a pagamento delle pagine con contenuto offensivo, tutelerebbe dal collegamento con i casi di crimine violento sulle donne, secondo Ögmundur Jónasson, ministro degli Interni islandese, che è al lavoro sulla stesura di un’apposita legge.
I NUMERI DEL FENOMENO
Quello della pornografia on line è un fenomeno, oltre che un business, mondiale, di cui è difficile tracciare precisamente i confini. Si stima che circa il 12% dei siti internet esistenti abbia contenuti pornografici - circa 24 milioni di siti - e ogni secondo circa 28.500 persone stanno guardando un video porno on line. Il 3% dei porno è prodotto in Gran Bretagna, il 4% in Germania, l'86% negli Stati Uniti. La parola chiave più cercata è, chiaramente, «sex» e ben il 70% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha visitato un sito web porno negli ultimi 30 giorni. Un utente su tre di siti porno è una donna.
NIENTE GIORNALI PORNO O STRIP BAR
L'adozione di questo provvedimento si aggiungerebbe alla legge che vieta la stampa e la distribuzione della pornografia, già in vigore in Islanda. E confermerebbe la reputazione di «migliore paese in cui vivere per una donna» che l'isola si è guadagnata grazie alla messa al bando nel 2010 gli strip club, con la votazione all'unanimità di una legge per vietare di fare un uso commerciale del nudo femminile.
Provvedimento voluto dal premier Jóhanna Sigurðardóttir, primo capo di governo al mondo dichiaratamente omosessuale.

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