MODE 1 Febbraio Feb 2013 1242 01 febbraio 2013

Slacklining, il fitness ispirato al circo

La nuova tendenza Usa che strizza l’occhio ai funamboli. E mette in equilibrio corpo e mente.

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Slacklining

Una posizione particolarmente impegnativa ma di grande effetto dello Slacklining.

Christopher Pattberg

Corsi e ricorsi storici. Le cose tornano, sia pur modificate dal susseguirsi delle epoche, da diverse esigenze e dal concetto di «modernità». Vale anche per il fitness: capita spesso che le nuove tendenze si ispirino al passato, a qualcosa di consolidato, magari «rubando» da altri settori. È stato così per la Kick Boxing, nata da «un’escursione» fra le arti marziali orientali; oppure per il programma Zumba, che ormai imperversa in tutta Italia e prende vita dai ritmi latino-americani. E lo stesso vale per lo slacklining, che richiama le arti circensi e più precisamente il funambolismo.
UNA MODA DAGLI USA
Lo slacklining promette di farsi largo nel nostro Paese in questo 2013 e ha tutte le carte in regola per furoreggiare. Il nome deriva dalla slackline, una fettuccia piatta in poliestere (larga dai 25 ai 50 mm) che viene tesa fra due punti di ancoraggio e su cui, poi, si deve camminare. Lo slacklining è nato in America negli anni Ottanta come esercizio di equilibrio e bilanciamento per chi praticava l’arrampicata.
COME UN CIRCENSE
Poi ha cominciato a diffondersi nelle palestre e, in generale, fra gli amanti dell’attività fisica. Adesso sta prendendo piede in Brasile, ma anche in Francia, Spagna e Germania: è alle porte, insomma. A parte l’originalità e l’innegabile componente di divertimento, il bello è che si può praticare ovunque. All’aperto, servendosi di due alberi o addirittura di panchine e monumenti; ma anche in casa, a patto di trovare due appigli stabili.
NON SOLO EQUILIBRIO
Lo slacklining è simile al funambolismo, come si diceva, ma ci sono differenze sostanziali. Prima di tutto lo strumento: mentre al circo si utilizza una corda di acciaio dotata di qualità statiche, la slackline è meno stabile, di un materiale ben diverso, e dunque genera maggiori oscillazioni nei movimenti. Ciò significa che occorre mettere in campo un’abbondante dose non solo di equilibrio e concentrazione, ma anche di coordinamento. I muscoli delle gambe devono essere sempre tesi, dunque si rafforzano. E lo stesso vale per le braccia che sostituiscono il bilanciere usato dal funambolo. Fra le conseguenze c’è anche una migliore postura, perché la schiena e il collo sono chiamati a stare ben dritti.
BENEFICI ANCHE PSICOLOGICI
I risultati si vedono a livello sia fisico che psicologico: si tende ad acquistare una maggiore sicurezza e consapevolezza delle proprie possibilità. Del proprio corpo. E spesso aumenta il senso del… coraggio. È una sfida da accettare. Per praticare lo slacklining i piedi sono nudi o, al massimo, fasciati. L’abbigliamento è essenziale: sconsigliati i pantaloni lunghi e larghi, perché rischiano di ostacolare la visuale.
DIVERSE VARIANTI
Esistono più varianti. Le principali sono il Trickline, il Longline e l’Highline. Il primo consiste nel fare piccole evoluzioni sulla slackline ed è per i più allenati; il secondo punta invece sulla capacità di camminare il più a lungo possibile sulla fettuccia. Con l’ultimo si alza ancora di più il tiro: richiede, infatti, anche l’utilizzo di un’imbragatura perché la corda è tesa ad altezze di tutto rispetto, fino a cinque metri e oltre.
L’ETÀ CONTA
Lo slacklining può essere praticato anche dai giovanissimi, anzi sono proprio loro che possono arrivare ai risultati migliori perché più elastici. Per quanto riguarda gli adulti, la fascia ideale è quella fra i 20 e i 40 anni: superata quest’ultima soglia, potrebbe non esserci tutto l’equilibrio necessario. Ma come si dice? Tentar non nuoce…

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