BELLEZZA 24 Gennaio Gen 2013 1159 24 gennaio 2013

Medicina estetica, nuove frontiere

Dalle cellule staminali al PRP. Le terapie rigeneranti sono l’ultima novità anti age. Parola di esperti.

  • ...
injection of botox in the female eye

La medicina estetica non conosce crisi: il 75% delle italiane è favorevole a punturine & Co.

VALUA VITALY - VALUA VITALY

La medicina estetica sembra insensibile ai morsi della crisi. Il 2012, infatti, ha registrato un aumento dei trattamenti praticati di circa il 5% rispetto all’anno precedente. Il dato, in attesa di conferma dall’Aicpe (Associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica), fa pensare che le donne siano disposte a rinunciare ad abiti e vacanze, ma non al «ritocchino» che le rende più belle. La conferma arriva da wibeauty.it, portale e social network interamente dedicato alla medicina estetica, dove si scopre che il 75% delle italiane è molto o abbastanza favorevole a punturine & Co. e che, per questi interventi, quasi il 40% di loro è pronto a spendere fino a 1.000 euro all’anno, il 37,7% arriva a 2 mila e il rimanente si avvicina ai 5 mila. Ma quali sono le nuove tendenze e i trattamenti più all’avanguardia?  LetteraDonna.it lo ha scoperto seguendo il secondo Congresso Internazionale sull’Uso dei Fattori di crescita, Terapia cellulare e PRP (plasma ricco di piastrine) in Dermatologia, che si è tenuto recentemente a Milano.
PAROLA D’ORDINE RIGENERARE
«Oggi, la medicina estetica punta soprattutto sulle terapie rigenerative, il cui obiettivo è stimolare i processi cellulari dell’epidermide, dalla proliferazione dei fibroblasti, che hanno il compito di produrre le fibre elastiche, all’angiogenesi, ossia lo sviluppo dei vasi sanguigni a partire da altri vasi», sostiene il dermatologo Fabio Rinaldi, presidente del congresso. «Attualmente, la più diffusa e collaudata è il PRP, che sfrutta l’effetto dei fattori di crescita, molecole presenti nelle piastrine, ottenuti attraverso la centrifugazione del sangue prelevato alla paziente stessa. Una volta isolati, i fattori di crescita vengono iniettati su viso e collo, in particolare dove sono maggiormente visibili i segni dell’età». Gli effetti del trattamento si notano a distanza  di pochi giorni: la pelle appare più compatta e le rughe sono meno evidenti. Per mantenerli nel tempo, però, occorre ripetere il trattamento due o tre volte all’anno.
AL VIA LE CELLULE STAMINALI
Fa parte della medicina rigenerativa anche l’impianto di cellule staminali estratte dal tessuto adiposo. Per il momento, in Italia non è ancora permesso, ma i dermatologi sperano di superare al più presto l’impasse. «Le cellule staminali vengono separate dal grasso aspirato alla paziente attraverso un procedimento complesso e delicato, poi iniettate nel derma, dove svolgono un’azione fortemente rigenerante, che incide in modo positivo sul tono e sull’elasticità della cute», spiega la dermatologa Paola Bezzola. «I risultati migliori si ottengono associando le cellule staminali al PRP, in modo da amplificare il messaggio» conclude la specialista. Certo, anche questa metodica non è un elisir di eterna giovinezza ma, nonostante la casistica sia ancora scarsa, non è azzardato pensare che siano sufficienti uno o al massimo due impianti all’anno per mantenere la pelle in condizioni ottimali.
TERAPIE INTEGRATE
In alcuni casi è utile abbinare i trattamenti di medicina rigenerativa a quelli tradizionali di medicina estetica. «Quando la pelle è molto arida, per esempio, possono essere integrati con microiniezioni di acido ialuronico; mentre in presenza di macchie scure o di esiti cicatriziali di acne, conviene associarli alla luce pulsata o al laser» consiglia la dermatologa Elisabetta Sorbellini. «Se poi si desidera attenuare una ruga particolarmente profonda, niente vieta di correggerla con un filler a base di acido ialuronico». Insomma, gli strumenti per combattere i segni dell’età non mancano. E anche se non fanno miracoli, a noi basta che mantengano le promesse.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso