CI PIACE CURVY 24 Gennaio Gen 2013 1342 24 gennaio 2013

I reality per dimagrire, che bufala

Possono essere di aiuto e accendere la motivazione. A il problema dei chili in più va affrontato in altro modo.

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È boom in tv di reality che hanno come protagonisti soggetti in sovrappeso oppure obesi. Su MTV, va in onda Teenager in crisi di peso, programma made in Usa dedicato – si legge sul sito – a “ragazzi un po’ in carne che vogliono perdere peso prima di iniziare il college”. Ci pensa Joey, il trainer palestratissimo e tatuatissimo, che irrompe nella vita dei protagonisti per stravolgerla. Arriva da Bill, 140 kg di videogiochi e hamburger, e gli presenta la sua tabella di marcia: pesi, tapis, corsa, scale su e giù, verdure, bevande light. Fino alla prova bilancia-trionfo: 50 kg in tre mesi.
DAGLI ADOLESCENTI ALLE CASALINGHE DISPERATE
Che dire poi di Real Time, il fortunato canale promotore di serie tv italo-americane delle più stravaganti. Volevamo farci mancare il format? Certo che no, e qui l’offerta abbonda e riempie il palinsesto: Adolescenti XXL, Grassi contro Magri, Obesi un anno per rinascere, Obiettivo peso forma. I protagonisti sono diversi, per sesso, età, scopo e percorso, ma la sostanza non cambia: un semestre epico (o un anno nei casi di perdita di chili più consistente) immortalato dalle telecamere, documentando progressi e fallimenti dalla cucina, alla palestra, alla bilancia.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO
La risposta al perché di questa moda, la si trova nelle statistiche sulle persone, soprattutto adolescenti (in Italia uno su tre), che soffrono di obesità. Le vicende di giovani donne “in crisi di peso” appassionano: se ce l’ha fatta lei, ce la faccio anche io. In realtà ciò che nel complesso può sembrare favoloso sugli schermi, è spesso rischioso e controproducente. Spesso guardando questi programmi ci si chiede: «Sarà semplicemente un problema di peso da risolvere con dieta drastica ed esercizio fisico estenuante?». Questa visione dei reality sugli obesi mi appare alquanto banale e spicciola.
I "PERICOLI" DELLA SPETTACOLARIZZAZIONE
“L’obesità è una malattia grave e complessa, di origine multifattoriale. Sono coinvolte componenti genetiche, psicologiche, sociali. Per intervenire occorre un approccio multidisciplinare, che segua il paziente in un percorso lungo e lento, lavorando su più fronti”. Questo ciò che viene proiettato su una slide a un convegno organizzato a Pavia sul tema. Tutto ciò, diciamolo francamente, non emerge affatto dai reality: solo trainer tatuato, e nutrizionista che consiglia le ricettine light!
Lo spirito di emulazione è forte. Durante le puntate i chili scendono vertiginosamente, e ciò che all’inizio del percorso (sei mesi riassunti in 40 minuti) ci viene presentato come una massa informe di disperazione, alla fine diventa un sorriso raggiante fresco di addominoplastica e riduzione delle “ali” pendenti dalle braccia.
L'APPROCCIO CORRETTO ALLA PERDITA DI PESO
Non sappiamo cosa succede dopo. Il Centro per l’Obesità della Fondazione Maugeri, che ha organizzato l'incontro di Pavia, non ha dubbi. «È necessario effettuare una serie di visite prima di affrontare il caso di sovrappeso o di obesità. Esistono poi diversi tipi di obesità, è impossibile generalizzare e pensare di potersela cavare con una dieta. Uno screening completo, anche ginecologico, metabolico e psicologico, per poi intervenire è la prassi che adottiamo. Le diete drastiche fine a se stesse portano ad una riduzione di peso consistente e in poco tempo. Ma, di norma, lo si riprende tutto non appena si rallentano le redini».
CHE FINE FARANNO BILL & CO.
Sarà anche affascinante, ma mi piacerebbe davvero rivedere Bill, Jane, Kelly, dopo due anni dall’addio al coach e dalla preparazione da marines. A quel punto sei sola, e se la forza di volontà (cosa sulla quale puntano tutto i trainer) si perde per strada, rimani frustrata e infelice. Si rischia che nella mente delle giovani spettatrici si rinforzi l’equazione "perdere peso uguale a essere sexy e felici”.  Ma se il peso in eccesso è, tra le altre cose, il sintomo di un disagio psicologico profondo, dimagrire non serve a far sparire quel disagio.
Ricordiamoci: si tratta pur sempre un reality. La vita vera è un’altra cosa.

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