LO STUDIO 22 Gennaio Gen 2013 1201 22 gennaio 2013

Qualche chilo in più salva la vita

Il lieve sovrappeso diminuisce del 6% il rischio di morte da infarto. Lo dice una ricerca del Maryland.

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Una ricerca Usa afferma che il leggero sovrappeso diminuisce di circa il 6% il rischio di morte prematura causata da infarto.

Care donne, non disperatevi per quella pancetta che avete accumulato durante le feste. Qualche chilo in più fa bene alla salute del cuore, e non solo. Incredibile ma vero, secondo una ricerca condotta da Katherine Flegal del National Centre for health statistics nel Maryland (Usa), essere lievemente in sovrappeso diminuisce di circa il 6% il rischio di morte prematura causata da infarto. Per gli esperti, le donne in particolare sarebbero maggiormente protette anche da osteoporosi, tumori e infezioni.
L’ANALISI CONDOTTA SU 97 STUDI
L’analisi – pubblicata sul Journal of the American Medical Association – si basa sui dati raccolti da 97 studi che hanno coinvolto quasi tre milioni di persone provenienti da Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Cina, Taiwan, Giappone, Brasile, India e Messico. Nel corso di queste ricerche sono morte circa 270 mila persone.
DIMINUISCE DEL 6% LA MORTALITÀ
Utilizzando come parametro di riferimento il cosiddetto Indice di massa corporea (Imc) – che calcola il rapporto tra peso e altezza – per analizzare le cause della morte dei pazienti, è emerso come risultato finale che chi può vantare il cosiddetto peso ideale (e cioè un Imc compreso tra 18,5 e 24,9) è maggiormente a rischio infarto rispetto a chi possiede un Imc fra 25 e 29,9 (leggero sovrappeso) o tra 30 e 34,9 (leggera forma di obesità). Insomma un lieve sovrappeso diminuirebbe del 6% il rischio di mortalità rispetto a una persona normopeso.
NESSUN VANTAGGIO PER GLI OBESI
Ma il discorso si inverte per gli obesi per cui il rischio di morte prematura resta pari al 18% e può arrivare al 29% in caso di obesità grave. «Questi risultati – spiega infatti la dott.ssa Flegal – non sono una licenza ad abbuffarsi di cibo. Stiamo solo fornendo un po’ di prospettiva. L’idea che se sei magro vivrai per sempre e se sei grasso vai incontro a morte certa non è corretta. Il rapporto tra adipe e mortalità è molto più complesso di quanto credevamo».
L’ABBONDANZA DI NUTRIENTI
Nonostante le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori del National centre for health statistics debbano essere ancora confermate, il Prof. Alberto Margonato, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica dell’IRCCS S.Raffaele di Milano, ha ragione di credere che lo studio sia assolutamente valido: «È chiaro che l’obesità in sé si porta dietro altri problemi ma è anche vero che il sovrappeso dà all’organismo una certa abbondanza di nutrienti. È la stessa letteratura scientifica a dimostrarlo: l’arancia rossa ad esempio serve per i tumori, il broccolo serve per la prostata, il vino serve come  antiossidante e così via. Quindi chi ha qualche chilo in più da un lato riesce a fronteggiare meglio periodi, per così dire, di “vacche magre”, e dall’altro è più difficile che vada incontro a una carenza di minerali».
MINOR RISCHIO DI OSTEOPOROSI E TUMORE
«Quindi», spiega a LetteraDonna.it, «se non abbiamo l’obesità patologica, un modesto sovrappeso tende a rifornirci naturalmente e spontaneamente attraverso la dieta di tutti quegli elementi (nutrienti, vitamine, oligoelementi, elettroliti) che sono necessari a prevenire i tumori e le malattie cardiovascolari. Il sovrappeso, per cui, a differenza del passato, non è più considerato da solo un elemento in assoluto pericoloso, a meno che non sia associato ad altri fattori di rischio, quali ad esempio il fumo».  Ma a beneficiare di un po’ di pancetta, secondo il dott. Margonato, sarebbero in particolare le signore in menopausa: «Le donne con qualche chilo in più, oltre ad essere protette da alcune tipologie di tumori e infezioni, sono maggiormente al riparo dal rischio osteoporosi. Assumendo infatti attraverso il cibo molta più vitamina D e calcio durante il periodo della menopausa – quando c’è una carenza fisiologica di alcuni elementi importanti – si verifica un vero e proprio processo di compensazione che aumenta le difese dell’organismo».
MANGIARE MA NON STRAFARE
Insomma, se la regola di non strafare a tavola rimane immutata e sacrosanta, studi come questo devono aiutare soprattutto noi donne a non privarci del piacere del cibo per paura di non sfoggiare una linea perfetta. Soprattutto considerando che una dieta completa può davvero allungarci la vita.

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