FASTIDI 10 Gennaio Gen 2013 1342 10 gennaio 2013

Sindrome premestruale, colpa della melatonina

Una riduzione dei livelli di questa sostanza aumenta nervosismo, emotività e insonnia. Ecco i rimedi.

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Mal di testa, irritabilità, gonfiore e attacchi di fame sono i sintomi più frequenti della sindrome premestruale. (Getty)

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Mal di testa, irritabilità, gonfiore e attacchi di fame. Ma anche pianto e problemi gastrointestinali. Sono solo alcuni dei sintomi della sindrome premestruale, conosciuta anche come disturbo disforico premestruale (PMDD). Secondo uno studio canadese, pubblicato sulla rivista PlosOne, tra le cause ci sarebbe un’alterata secrezione della melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano dell’organismo, fondamentale quindi nell’alternanza sonno/veglia.
LIVELLI INFERIORI ALLA MEDIA
La ricerca è stata condotta al Douglas Mental Health University Institute e ha confrontato il livello di melatonina in due gruppi di donne, le prime affette da PMDD, le altre “sane”. La misurazione, effettuata nell’arco di 24 ore, ha tenuto conto sia della fase pre-ovulatoria del ciclo sia di quella post-ovulatoria. I dati raccolti hanno evidenziato differenze importanti tra i due gruppi. Le donne affette da sindrome premestruale avevano, infatti, dei livelli di melatonina molto più bassi rispetto alle altre, con una riduzione ulteriore durante la fase post-ovulatoria. Le alterazioni dei livelli di melatonina influirebbero soprattutto sui sintomi neurologici di questa patologia, aumentando nervosismo, emotività e insonnia: «La comprensione di questi meccanismi e la fisiopatologia specifica della sindrome premestruale può aiutare a migliorare i trattamenti», ha spiegato il dottor Ari Shechter, tra gli autori dello studio.
MENO STRESS E STILE DI VITA SANO
Sono molte le soluzioni possibili per affrontare questo problema comune a tante donne. Sia i rimedi farmacologici che quelli naturali migliorano di molto la qualità della vita: «Per limitare gli effetti della sindrome è innanzitutto indispensabile mantenere uno stile di vita sano», ha spiegato a LetteraDonna.it la dottoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia medica presso l’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «Questo significa limitare lo stress, dormire regolarmente e preferire un’alimentazione leggera, evitando gli abusi di alcol, tè e caffè. Per ridurre la ritenzione idrica si può usare il cloruro di potassio al posto del sale, mentre per sfogare la tensione, niente di meglio di una regolare attività fisica. Un’ora di esercizio riduce infatti i sintomi del 30%», chiarisce l’esperta. Indicata anche l’assunzione di integratori come il magnesio.
PILLOLA E CURE DOLCI
Tra i rimedi fitoterapici più efficaci c’è invece l’agnocasto. Si tratta di una pianta arbustiva della famiglia delle verbenacee, nota fin dal Medioevo anche come albero della castità, perché riduce desiderio sessuale e impulsi aggressivi. Sono i semi che contengono i principi attivi più importanti, tra cui oli essenziali e flavonoidi: «40 gocce al giorno di agnocasto migliorano una sindrome premestruale di media gravità nel 90% dei casi», chiarisce la dottoressa Graziottin, «e i sintomi migliorano notevolmente anche nel caso di sindromi più gravi», conclude la specialista. Quando invece le difficoltà sono maggiori e la patologia interferisce con le attività quotidiane, la fitoterapia può essere di sostegno a terapie mediche vere e proprie. Le più utilizzate sono la pillola contraccettiva e alcuni psicofarmaci. L’importante è rivolgersi sempre al proprio ginecologo ed evitare il fai da te.

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