SEDUZIONE 8 Gennaio Gen 2013 1600 08 gennaio 2013

L'amore è un gioco di neuroni

L'intelligenza è la dote più richiesta in un partner. E nei test del QI le donne stravincono.

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I quozienti intellettivi di entrambi i sessi, complice lo sviluppo economico e le nuove tecnologie, sono cresciuti. (Getty)

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La bellezza non c'entra. Stando ai dati di una recente ricerca svolta in Inghilterra, il quoziente intellettivo, la personalità, la capacità di stare in gruppo, di essere simpatiche e socievoli sarebbero le qualità che gli uomini cercano di più in una donna. La società Lynx ha infatti condotto un sondaggio su un campione di uomini dai 20 ai 60 anni e ha registrato una brusca inversione di tendenza rispetto al passato: l’aspetto fisico, il portamento, la taglia sono qualità e caratteristiche decisamente secondarie nella scelta del partner ideale.
INTELLIGENTE, PRIMA DI TUTTO
I partecipanti all’indagine hanno dichiarato nel 50% dei casi che la loro donna ideale deve essere intelligente, deve intendersi di musica (31%) e di cinema (28%), amare i viaggi o le gite fuori porta (32%). Nessuno vuole avere a che fare con persone sedentarie, chiuse in se stesse e poco attente alle gioie della vita: la maggior parte degli intervistati nel sondaggio inglese preferisce una ragazza dall’indole allegra e spensierata, ma anche sensibile e riflessiva. Pare proprio che si sia aparta la stagione del trionfo della personalità. E anche sul fronte femminile il sondaggio dà esiti molto simili: alle donne poco importano muscoli e addominali a tartaruga, meglio concentrarsi sulle qualità caratteriali e intellettive, quelle che contano davvero, piuttosto che su aspetti futili. Per un partner che possa diventare un vero compagno di vita.
IL SORPASSO DELLE DONNE
Ode alle donne intelligenti anche da James Flynn, psicologo neozelandese tra i massimi esperti di valutazione di Quoziente Intellettivo. In un'intervista rilasciata un po' di tempo fa sul Sunday Times dichiarava ormai come avvenuto il sorpasso della donna sull’uomo. Dove? In materia di celluline grigie, ovviamente. Fin dalla nascita dei test sul QI, 100 anni fa circa, le donne avevano sempre ottenuto punteggi più bassi di almeno cinque punti rispetto agli uomini, tanto da convincere gli psicologi che vi fossero delle differenze genetiche alla base di un simile ‘gap’, da cui è nata poi una certa branca della neuroscienza interessata a dimostrare l’esistenza di un cervello femminile e di uno maschile (tesi, peraltro, oggi messa in discussione dai maggiori pensatori).
EVOLUTE MEGLIO
In realtà, la differenza altro non era che la banale conseguenza derivante dalle impari opportunità di istruzione ed educazione fornite agli inizi del Novecento ai bambini e alle bambine. Le differenze nel corso dei decenni sono andate sempre più assottigliandosi, per nostra fortuna: i quozienti intellettivi di entrambi i sessi, complice lo sviluppo economico e le nuove tecnologie, sono cresciuti. Tuttavia, è la donna quella che si è evoluta meglio: «Una possibile spiegazione», ha commentato Flynn sul quotidiano inglese, «è che a causa delle loro vite, stressate da famiglia e carriera, le donne hanno sviluppato capacità ‘multitasking’ che consentono loro di pensare e fare più cose contemporaneamente». Altro che sesso debole.

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