BEAUTY SECRETS 17 Dicembre Dic 2012 1301 17 dicembre 2012

Il profumo è un'arte da museo

A New York l'esibizione che celebra le fragranze. E i maestri dell'olfatto. Per la loro sapiente abilità.

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Secondo il libro Parfums. Le guide, il nostro naso percepisce le vibrazioni delle molecole odorose e le trasforma in informazioni che il cervello descrive come odori.

Getty Images/iStockphoto

Il profumo esposto al museo come un’opera d’arte. Non si tratta di provocazione, ma di esaltazione di una tradizione antica e raffinata. «Gli odori parlano all’olfatto come un quadro alla vista», spiega infatti Chandler Burr, uno dei più importanti studiosi del profumo e curatore della mostra The Art of Scent 1889-2012, in cartellone al Museum of Arts and Design di New York, fino al 24 febbraio. È una esibizione innovativa, rispetto alle tradizionali esposizioni di profumi che mostrano collezioni di packaging e flaconi, perché al Mad saranno protagonisti solo gli odori.
COS'È UN PROFUMO?
Secondo la teoria sviluppata dal biofisico Luca Turin, autore del best seller per gli amanti della profumeria Parfums. Le guide, il nostro naso percepisce le vibrazioni delle molecole odorose e le trasforma in informazioni che il cervello descrive come odori. La genialità di grandi nasi come Alberto Morillas, Annie Buzantian, Carlos Benaim, solo per citarne alcuni, è nella capacità di comporre mix di odori, trasformandoli in fragranze uniche e irripetibili, vere opere d’arte che solleticano l’olfatto, esattamente come quadri e sculture deliziano la vista. «La genialità di un naso è nella sua capacità di ricordare, scegliere, comporre, calibrare tre e più note tra le 3 mila a sua disposizione, in un mix unico che diventerà un profumo indimenticabile», afferma Marco Maffei, titolare di M&M Fragrance.
PROFUMIERE, UN NASO RAFFINATO
La formazione di un naso è lunga e complessa: bisogna annusare ogni giorno e ripetutamente le stesse materie prime per poter memorizzarne l’odore e le possibili combinazioni. Poi bisogna imparare a riprodurre i grandi classici della profumeria e, infine, tentare la creazione di un profumo o la fragranza di uno shampoo o di un detersivo da bucato. E sì, perché un naso non crea solo eau de toilette: « Il naso lavora sia nella profumeria alcolica, sia nei cosmetici o nei detersivi: sono rami diversi di una professione molto articolata», afferma Enrico Scartezzini, profumerie di M&M Fragrance. «Diverso è il discorso dell’aromatiere che, sebbene abbia una formazione chimica di base simile al profumiere, ha seguito studi diversi. L’aromatiere studia gli aromi e i sapori degli alimenti per rendere più accattivante il gusto di ciò che si mangia e si beve. Ma anche dei dentifrici», conclude Scartezzini. Per studiare da ‘naso’, quindi, bisogna andare a scuola, una carriera che vede sempre più numerose le donne protagoniste. Qualche nome? Spiccano la Scuola di Profumeria Givaudan, Grasse Institute of Perfumery, Cinquième Sens, Symrise Academy.
LE ITALIANE PREFERISCONO IL FLORENTAL
Il lavoro di un naso, però, non è solo arte. Un bravo professionista deve saper cogliere le tendenze e i gusti del momento per creare una fragranza che sappia soddisfare le richieste del committente che, a sua volta, ascolta il mercato. A questo scopo, la International Flavours & Fragrances, multinazionale americana per la produzione e commercializzazione di componenti per essenze e aromi, ha condotto un’indagine proprio per scoprire i gusti dei consumatori. I risultati? In Italia, le donne preferiscono le fragranze floriental (fioriti con note speziate), seguite dai chypre (così chiamati in onore di Chypre, primo profumo creato nel 1917 da Francois Coty e caratterizzato da un bouquet di muschio, bergamotto, cisto-labdano e patchouli); mentre gli uomini prediligono le note legnose, e a seguire quelle orientali.
LetteraDonna.it ha selezionato per voi una gallery di alcuni profumi maschili e femminili caratterizzati dalle essenze più apprezzate. Non resta che aguzzare l'olfatto.

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