BIMBI & RAGAZZI 14 Dicembre Dic 2012 1321 14 dicembre 2012

Alla scoperta del regno delle marionette

Viaggio nell’atelier milanese della compagnia Carlo Colla & figli. Parla l’ultimo erede della famiglia.

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Le marionette del laboratorio Colla di Milano.

Qualsiasi bambino resterebbe a bocca aperta entrando nell’atelier della compagnia marionettistica Carlo Colla & figli. Appena scesi i pochi gradini sotto il teatro di via Montegani a Milano, l’impressione è che qui il tempo non sia mai trascorso. Si sente subito il rumore degli scalpelli che lavorano il legno e l’odore della vernice per dipingere i volti delle marionette. Poi, attraversando il corridoio che taglia in due lo studio, si può sbirciare nella stanza delle sarte e dei falegnami, dove regna sovrana un’armoniosa confusione, tra mobili e attrezzi toccati da generazioni di artisti. Ma la vera sorpresa è quello che c’è in fondo: nella sala più ampia si nasconde un vero e proprio esercito di marionette. Decine di lunghi fili tesi partono dalla testa dei ‘pupi’ e arrivano fino al soffitto, tenendo ritti sui loro piedi cavalieri, sovrani d’altri tempi e belle dame. Ciascuna ‘testa di legno’ ha la sua storia, perché ha incarnato personaggi delle fiabe, oppure delle opere di Verdi e di Shakespeare. Vivere questa magia per i piccoli spettatori è possibile, perché dopo lo spettacolo i bimbi sono regolarmente invitati dietro le quinte per scoprire i segreti del mestiere. Solo i più appassionati hanno il permesso di scendere nel laboratorio, dove c’è comunque l’opportunità di organizzare visite guidate con le scuole, ma solo quando la compagnia non è impegnata nelle prove di un debutto imminente.
EUGENIO, L’ULTIMO EREDE DEI COLLA
Tra questi fili si muove Eugenio Monti Colla, l’ultimo erede della famiglia, il quale ha dedicato tutta la propria vita al teatro. «Essere rimasto l’unico non mi sconvolge –dice il signor Colla seduto al tavolo delle stoffe, circondato da un tripudio di colori- e non mi sento affatto un "dinosauro"». Racconta delle sue marionette come se stesse narrando una storia, con la voce calda e il tono pacato. Ha iniziato con il cugino Carlo III, quando i due erano alti come i personaggi di legno che i loro genitori facevano muovere. «Ci nascondevamo insieme –ricorda nostalgico Eugenio– e, quando l’atelier chiudeva, improvvisavamo spettacoli di cui eravamo gli unici spettatori». Il gioco poi si è trasformato in lavoro. In verità, la storia dei Colla inizia molto tempo prima, 300 anni fa. All’inizio la famiglia milanese organizzava delle rappresentazioni in casa per i propri ospiti. Poi sono venute le tournée e il successo mondiale, fino all’arrivo in questo quartiere a sud della città.
NON SOLO PER BAMBINI
Ma oggi, se a un giovane milanese qualcuno chiedesse se conosce i Colla, nella migliore delle ipotesi egli risponderebbe con tono incerto: «Non sono quelli che fanno gli spettacoli per bambini?». E invece no, o almeno, non solo. La compagnia porta in scena anche le opere di Verdi, Shakespeare e Manzoni, e non soltanto sul palco di via Montegani, ma anche al Piccolo Teatro di Milano. E proprio al Piccolo, è oramai una tradizione lo spettacolo natalizio, che quest’anno sarà Ali Baba, in scena dal 28 dicembre al 6 gennaio, un’occasione per riscoprire questo modo antico e poetico di raccontare le storie. Esuli e quasi clandestini in patria, i Colla sono conosciuti e richiesti all'estero: in Germania, in Svizzera, in Russia e persino a Broadway. Le loro esibizioni sono capaci di incantare chiunque, e allo stesso tempo trasmettono ai bambini la passione per il teatro e per il gioco. «Mi arrabbio quando sento dire da qualche genitore che La bella addormentata è uno spettacolo per sole bambine –ha osservato un po’ piccato il signor Colla- perché è una esibizione che piace a tutti, anche ai maschietti e ai loro genitori!» Ma si vede che Eugenio non ha più voglia di parlare, e scalpita per tornare dalle sue marionette. «Noi dobbiamo essere disposti ad annullarci – spiega l’artista- dobbiamo scendere lungo quei fili e lasciare parlare i veri protagonisti»; ed è esattamente quello che fa appena sale sul ponte sospeso sopra il palco. Come lui, si comportano anche i suoi artigiani, che quando è tempo di andare in scena diventano marionettisti e si arrampicano dietro le quinte per muovere i fili.

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