NATALE 4 Dicembre Dic 2012 1202 04 dicembre 2012

Occhio alle bambole

Polemiche in Usa per un pupazzo da allattare al seno. In Italia, invece, si guarda ai regali sicuri.

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'The breast milk baby', la bambola da allattare al seno: ha suscitato un mare di polemiche negli Usa.

Alla ricerca della bambola perfetta. Nei reparti femminili dei negozi di giocattoli da sempre pullulano bambole, bambolini, bambolotti di ogni foggia e genere, accompagnati da giochi di imitazione (biberon, vasino, kit del dottore, asse da stiro e altro ancora) di ogni gesto di vita delle mamme. È il cosiddetto gioco simbolico, una tappa fondamentale nella crescita psicologica della bambine. Si comincia già a due anni e si continua anche fino a 9.
GIOCARE AD ALLATTARE...AL SENO
Questo Natale, però, ha portato una novità tra gli scaffali delle bambole: è stata messa in commercio, per ora solo sul mercato americano, The breast milk baby, letteralmente la bambina allattata al seno: prodotta dalla Berjuan Toys, è una bambola che deve essere allattata come da tradizione. Il kit del giocattolo, cui sono state riservate sui quotidiani statunitensi pagine di commenti e critiche, è composto da una bambola molto simile ad altre in commercio, ma con un accessorio in più: una maglietta ‘speciale’ che la bimba deve indossare per poterci giocare. Si tratta di un capo dove all’altezza del seno è cucito un fiore colorato: i petali del fiore sono una sorta di finto capezzolo, che va avvicinato alla bocca della bambola. Per un meccanismo simile a quello delle bambole che ‘succhiano’ dai biberon, la bambola in questione emette i suoni che ogni mamma che ha allattato ben conosce, ruttini compresi.
CRITICHE TRADIZIONALISTE E FEMMINISTE
Non è piaciuta questa bambola alle femministe, che accusano l’azienda di proporre un modello materno stereotipato, quello basato sull’allattamento naturale. Non è piaciuta nemmeno alle mamme più tradizionaliste e conservatrici, che accusano i produttori di aver eccessivamente ‘femminilizzato’ il gioco della cura, tipico della prima infanzia, facendo assumere alle bambine pose e atteggiamenti da piccole donne. Stando al parere di alcuni educatori, poi, il gioco richiederebbe un livello di maturità e di elaborazione simbolica troppo elevato per bambine di 2 o 3 anni.

Il Cicciobello compie 50 anni.

MEZZO SECOLO DI CICCIOBELLO
Davanti al vespaio di polemiche, finora nessuna grossa catena commerciale ha accettato di mettere in vendita il prodotto, anche in questi giorni prenatalizi. Le mamme italiane non si troveranno a dover scegliere tra la bambola da allattare al seno e le infinite alternative con biberon: il prodotto, per ora, non è approdato sul mercato europeo. Potranno però decidere di festeggiare un importante compleanno. Quello di una bambola tutta italiana: il Cicciobello, un nome commerciale che è entrato nel linguaggio comune (tale è stata e continua a essere la sua fortuna). Compie 50 anni e continua a reggere bene gli scossoni del mercato (non a caso la Rinascente di piazza Duomo, a Milano, lo ha scelto come protagonista delle vetrine natalizie fino all’Epifania).
"ACQUISTI SICURI" PER NATALE
Intanto, sul fronte dei giocattoli, e non dei soli bambolotti, si fa sentire la voce di Assogiocattoli, l’associazione che riunisce le aziende del settore che operano nella produzione, commercializzazione e vendita sul territorio nazionale di addobbi e ornamenti natalizi, giocattoli, giochi e prodotti di puericultura. Parte in questi giorni la campagna «acquisti sicuri», che invita mamme e papà a comprare responsabilmente, almeno dal punto di vista della sicurezza, scegliendo prodotti di qualità e provenienti da produttori e distributori qualificati.
Sì A BAMBOLE E LEGO
E il mercato, come va? I dati disponibili, relativi ai primi nove mesi di quest’anno, mostrano secondo Assogiocattoli un calo del 2,3% degli acquisti, un segno meno che tuttavia non ha nulla a che vedere con il crollo del mercato in altri Paesi europei, come la Spagna (-13,6%). Nonostante la crisi, ci sono due categorie di giocattoli che le mamme italiane non rinunciano proprio a comprare: la prima è quella dei giochi di costruzione, come il Lego, che segnano addirittura un 25% in più nelle vendite. La seconda, neanche a dirlo, è quella delle bambole.

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