SEX & THE SPREAD 3 Dicembre Dic 2012 1359 03 dicembre 2012

Le pornostar sono le donne più felici

Fuori dal set le reginette dell'hard godono di autostima, salute e buonumore. Lo svela una ricerca americana.

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erotismo

Secondo una ricerca americana, le donne che lavorano nel porno avrebbero una vita più appagante.

Getty Images/Brand X

Volete essere appagate e vivere bene? Fate la pornostar. La provocazione arriva direttamente dagli Stati Uniti. E fa venire i nervi, non c'è dubbio, ma si tratta di una considerazione che poggia su dati scientifici, e come tali li riportiamo. Due istituti universitari americani, tra cui la Texas Women University, hanno svolto una ricerca molto particolare, volta a capire abitudini, stili e qualità di vita delle reginette del porno.
I RISULTATI DELLA RICERCA AMERICANA
Hanno preso un campione di circa 180 attrici hard, tutte under 50, e hanno somministrato loro dei test qualitativi per capire lo stato di salute psico-fisica di donne che hanno o avevano scelto un mestiere senza dubbio sui generis. I risultati sono rimbalzati sui media di mezzo mondo: le pornostar dimostrerebbero una felicità superiore a quella delle altre donne, avrebbero maggiore appagamento sessuale e anche una vita sentimentale serena (con molti partner all’attivo rispetto alla media delle donne americane, esclusi ovviamente quelli sul set).
PIÙ SALUTE E PIÙ AUTOSTIMA
Ottime ripercussioni per le pornoprofessioniste anche sulla salute: le pornostar godrebbero di equilibrio e salute psicofisica migliore della media delle donne statunitensi, sarebbero prive di ansie e di tabù, avrebbero più energie e dormirebbero persino meglio. Come se non bastasse, hanno livelli di autostima più alti della media delle donne americane e una vita sociale più intensa.
Merito di una vita sopra le righe, libera o liberata dai tabù o di un mestiere, che nonostante la crisi, risente poco della recessione (il materiale pornografico a pagamento, sul web, è sempre vivace)?
LE ITALIANE FANNO I CONTI CON LA CRISI
Le giovani donne italiane, invece, non se la passano molto bene, anche sul fronte sentimentale. Prendiamo i dati Istat, usciti proprio in questi giorni: fotografano un Paese immobile, dove anche il matrimonio, persino quando è voluto e cercato, è rimandato per motivi di opportunità. Perché si crede nella coppia aperta? Perché si è troppo giovani? No, semplicemente perché non si hanno i soldi.
Ci si sposa sempre meno, in Italia, e sempre più tardi. La media ormai ha superato i trent’anni. E se i matrimoni si celebrano sempre meno non lo si deve solo alle unioni di fatto (queste sì, in lieve crescita): gli analisti dell’Istat hanno parlato chiaro. I giovani di oggi spesso non si sposano perché vivono ancora a casa con i genitori (il 50% dei ragazzi under 35 e il 34% delle ragazze, un dato impressionante), perché non hanno un lavoro in grado di renderli economicamente indipendenti.
Quali sarebbero le loro risposte alle domande del team di ricercatoti texani sull’equilibrio psico-fisico e la soddisfazione della loro vita sessuale e sentimentale?

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