SOS BIMBI 29 Novembre Nov 2012 1257 29 novembre 2012

Pidocchi, tagliare non serve

Meglio rimedi come spray e shampoo, ma sempre sotto consiglio medico. Ma la chiave è la prevenzione.

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Per eliminare le uova, alla radice del capello, è necessario utilizzare un pettine ad aghi fini.

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Preferiscono i capelli puliti, non volano da una testa all’altra ed è inutile sacrificare le lunghezze. Sono solo alcune delle verità sui pidocchi, incubo delle mamme, ma non dei bambini che, sprezzanti del pericolo, da sempre scambiano sciarpe e berretti (ospiti indesiderati compresi) con il compagno di banco. La pediculosi è in aumento. Ogni anno in Italia sono 1 milione e mezzo gli under 18 colpiti. La metà ha da zero a sei anni. Seguono gli alunni delle elementari (oltre 500 mila fra i 6 e i 12 anni), e quelli di medie e superiori (200 mila, fra i 13 e i 18 anni). A ricordare i numeri del problema è il pediatra Italo Farnetani, che ai microfoni di Adnkronos Salute ha individuato alcune cause del fenomeno. Tra queste, la scarsità dei controlli da parte dei genitori e il costo elevato di alcuni prodotti specifici, spesso sostituiti con rimedi casalinghi, ma poco efficaci.
FASTIDIOSI MA INNOCUI
Il pidocchio è un piccolo parassita lungo pochi millimetri e ha un colore che varia dal bianco sporco al grigio. In genere si attacca alla base del capello, dove depone uova di colore grigiastro. Per queste loro caratteristiche vengono spesso confuse con scaglie di forfora, che però si staccano molto più facilmente dal cuoio capelluto. Il contagio tra un individuo e l’altro avviene solo tramite uno stretto contatto, perché il pidocchio, a differenza di quanto abitualmente si pensa, non può spostarsi in autonomia. Dormire vicini e scambiarsi i vestiti sono situazioni che ne agevolano la diffusione, favorita anche dai momenti di gioco tra i più piccoli. Questo vale più per le bambine perché, a differenza dei maschietti, hanno un modo di giocare che le porta ad essere a più stretto contatto.
IL VADEMECUM
La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS) ha realizzato un utile vademecum per riconoscere e affrontare questo tipo di parassitosi. Di solito ci si rende conto del problema quando il bambino comincia a grattarsi. Arrossamento cutaneo nella zona delle orecchie e sulla nuca sono segnali da non trascurare. In questo caso però la pediculosi è già diffusa e sono presenti anche le uova. Inutile allarmarsi, meglio ricorrere subito ai ripari. Tra le operazioni consigliate dagli esperti, c’è il lavaggio ad alte temperature di asciugamani, lenzuola e indumenti entrati in contatto con il bambino. Tutto quello che non può essere lavato va chiuso in un sacchetto di plastica e lasciato in “isolamento” per due settimane. I pidocchi si nutrono solo di sangue umano e, lontani dalla loro unica fonte di alimentazione, muoiono rapidamente.
I RIMEDI: SPRAY E SHAMPOO
Per debellare definitivamente i parassiti ed evitare fastidiose recidive, esistono trattamenti specifici. Il consiglio è quello di affidarsi sempre al pediatra, evitando rimedi fai-da-te. I prodotti più comuni sono antiparassitari a base di sostanze come la permetrina, la piretrina o il malathion. Si trovano soprattutto sotto forma di spray e shampoo. Le uova vanno invece eliminate con un pettine a denti fitti, indispensabile per catturarle alla base del capello. I capelli non vanno tagliati: «Un taglio drastico», ha spiegato Angelo Milazzo, pediatra e membro  della Segreteria regionale della SIPPS - Sicilia, «non solo rischia di creare disagio nel bambino e, soprattutto, nella bambina, ma nella maggior parte dei casi è un rimedio inutile. Meglio un trattamento corretto, capace di eliminare in modo definitivo i parassiti».

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