ECCESSI 23 Novembre Nov 2012 1311 23 novembre 2012

Malessere da jet lag (sociale)

I ritmi della nostra quotidianità spesso non coincidono con quelli biologici. E si insidia lo stress.

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Sconvolgere il proprio bio-ritmo porta a consumare molti più snack e di conseguenza si tende a ingrassare.

Getty Images/Hemera

Disgregazione tra ritmi biologici e vita sociale: la vita di ogni giorno spesso impone ritmi e tempi differenti da quelli che il nostro corpo necessiterebbe. E questo alla lunga può causare problemi e disturbi. Anzi, una vera e propria sindrome: da jet lag sociale. Uno studio di Till Roenneberg dell’Università di Monaco, pubblicato su Current Biology, ha dato un nuovo e allargato senso al termine “jet lag” dimostrando che, nella società di oggi, siamo quasi tutti affetti da una forma di jet lag sociale. Ed è proprio il nostro corpo a risentirne, facendoci avvertire sintomatologie tipiche del cambio di fuso orario: stanchezza, spossatezza, confusione e addirittura sovrappeso o obesità e maggiore inclinazione alle malattie. Secondo lo studio, una persona su tre soffrirebbe di più di due ore di jet lag sociale, mentre per il 69% questo sarebbe perennemente di almeno un’ora.
FERMARSI E RIFLETTERE
Dati allarmanti, che però non spiegano il fenomeno: «È fondamentale capire perché ci si riempie la giornata con eccessivi impegni», dice la psicoterapeuta Daniela Panigone, «se per risposta alla società che sembra imporlo o come meccanismo di difesa per “fuggire” da qualcosa, ad esempio dalla noia, da una preoccupazione o anche da uno stato d’ansia inconscio». Il termometro per miusrare questo stato sono le emozioni. È bene chiedersi ogni giorno: «Cosa provo: tristezza? Rabbia? Stanchezza eccessiva? O forse soddisfazione? Felicità?». Se le risposte sono negative, meglio fermarsi a riflettere, prendersi una pausa e capire quali impegni sono fondamentali e quali no. Anche se la vita frenetica è una conseguenza di come la società ci impone di essere, attenzione: «Spesso teniamo di più al giudizio sociale piuttosto che al nostro personale: ma non è detto che il primo sia quello giusto»,  commenta lo psicologo Francesco Aquilar. Che cita Manzoni: «A volte il buon senso rimane nascosto per paura del senso comune».
MALATTIE METABOLICHE E SOVRAPPESO
Lo stato di attivazione continua causa spesso sintomi e problematiche simili a quelle date dal jet lag: «È naturale: il mancato riposo conduce a vivere in un perenne stato di malessere e stanchezza cronica. Si va in corto circuito e spesso subentrano anche ansie e disturbi fisici di origine psicosomatica», prosegue Panigone. Tanto più il jet lag sociale è ampio, si legge nello studio, tanto più aumenta il rischio di sviluppare malattie metaboliche e sovrappeso: «Sballare i ritmi biologici», continua la psicoterapeuta, «può alterare il metabolismo e variando gli orari e avendo poco tempo si finisce spesso per mangiare snack e non pasti equilibrati: a questo punto ne va della nostra linea. Inoltre più ci si stanca più si rischia di indebolire le difese immunitarie».
NON SIAMO SUPER WOMAN
Insomma, non una bella prospettiva. Ma si può rimediare. Prima di tutto imparando a dire di no: «Dobbiamo saper declinare un invito o non accettare tutte le richieste di lavoro opzionali. All’inizio comporterà uno sforzo, ma alla lunga sarà un toccasana per la nostra salute», commenta Aquilar. E poi nella vita di ognuno deve vigere la “regola del bilanciamento”: dare spazio a tutte le sfere senza eccedere in nessuna. Insomma, evitiamo di voler essere super woman, perché poi, come abbiamo visto, è facile cadere: «Non è necessario darci 10 in tutto, l’eccessivo perfezionismo conduce al fallimento», conclude lo psicologo, «Diamoci 7 in ogni attività, senza eccedere, manterremo la piena sufficienza più a lungo».

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