TREND GREEN 21 Novembre Nov 2012 1550 21 novembre 2012

Natale, regali utili e...riciclati

In tempi di crisi, gli italiani non si fanno problemi a ricevere un dono già utilizzato. Lo dice un'indagine, che svela l'anima sempre più green dei nostri connazionali.

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Il 55% degli italiani si dichiara favorevole a ricevere un regalo riciclato.

Le vetrine sono pronte. Tra qualche settimana si dovrebbe aprire definitivamente la grande corsa al regalo di Natale. Certo, visto il gelo economico, il Gran Prix quest’anno si preannuncia più una disimpegnata passeggiata tra i negozi, che una rincorsa sfrenata all’ultimo acquisto. Ma, volente o nolente, ritmata dai carillon e dalle lucine colorate, inizia a lampeggiare nella nostra testa anche l’atavica domanda: «Cosa regalo?». PERCORSI TEMATICI
Un po’ come gli addobbi natalizi, anche la risposta al grande quesito segue percorsi tematici. C’è l’anno delle cose per la casa, quello della cosmetica, quello del mini budget (un pensierino che non vada oltre 5 euro e alla fine tutti i 5 euro sommati formano un capitale). Quello delle cravatte per lui, del profumo per lei, dell’intimo (per lui e per lei così non si sbaglia), del fai-da-te. A Natale, chissà perché, le idee sembrano guidate. Ma quest’anno a ispirare gli italiani saranno tre stelle polari: utilità, riciclo e baratto. Percorsi verdi per fare di necessità virtù? Anche. Ma c’è di più.
A VOLTE BASTA IL PENSIERO
A rivelare quello che gli italiani normalmente non dicono, ma fanno, sono i risultati di una recente ricerca commissionata da Ipsos e eBay Annunci (fonte: Adnkronos). L’indagine, condotta su un campione di 700 italiani dai 18 anni in su, ha dato un risultato atteso (il fattore crisi inciderà molto o abbastanza sulle spese di Natale: 69%) e qualche sorpresa. Fuori dallo sfrenato consumismo del passato per festeggiare questo Natale, basta anche solo il pensiero. Se regalo deve essere, però, che sia almeno utile (46%). E se fosse riciclato? Il 55% degli intervistati dichiara che non avrebbe nessun problema a riceverlo. Forse, un po’ più di pudore a farlo (37%). Ma da quello che emerge dai dati, in linea di massima, la sensibilità sociale verso le pratiche ecosostenibili del riciclo e del riuso, è a tal punto cresciuta (il 74% degli intervistati la dichiara quotidiana) che, anche il regalo di seconda mano, fatto con il cuore, ha il suo dichiarato valore. È un modo per rispettare l’ambiente e ridurre gli sprechi (98%) e per molti (72%) la soluzione nobile per sbarazzarsi di cose che si usano poco nulla. La bacchetta magica che rende possibile tutto ciò? Cultura verde e internet.
IL "RICICLATORE IDEALE"
Ma la ricerca va oltre e stila il profilo tipo del “riciclatore ideale”: una persona di età compresa tra i 35 e i 44 anni, con elevato titolo di studio e una buona posizione lavorativa. Risiede nel centro Italia e ha una certa propensione a riciclare capi d’abbigliamento e accessori (71%), pezzi d’arredo (23%) e gingilli elettronici (16%): cose che invecchiano facilmente e per essere “in” vanno cambiati, insomma. E sapete a chi le regala? A parenti e amici, soprattutto. Come dire: chi vuole bene, non commenta negativamente e comprende che dietro al gesto c’è un valido intento. Però a tutto c'è un limite, quindi, attenzione.
OCCHIO ALLE FIGURACCE
Il dono usato va benissimo, ma un minimo di galateo ci vuole anche nel riciclo. E qui non ci sono dati di ricerca da citare a sostegno dell’ovvio. Una buona regola potrebbe essere quella di evitare di regalare a parenti e amici, il regalo che, proprio loro, avevano fatto anni prima. Succede perché la memoria è corta, ma non è piacevole. Stessa cosa vale per l’oggetto denigrato pubblicamente per tanto tempo: quello che avete accolto in casa vostra con lo stesso piacere con cui si accoglie una bomba: anche se impacchettato e imbellettato per l’ occasione, non sarebbe credibile il sacrificio. Niente polvere, poi, segni di uso recente, oggetti rotti, eccessi di naftalina pungente. Tra essere amanti del riuso e furboni il passo è breve. Anche se a Natale siamo tutti più buoni, l’orrore d’annata non si trasforma per incanto in un cult vintage. A volte, davvero, basta il pensiero.

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