SEX & THE SPREAD 19 Novembre Nov 2012 1715 19 novembre 2012

La legge della compensazione

Poco lucide in tema di spese e investimenti se si è giù di corda. O se con lui il rapporto non funziona. Lo sostiene uno studio Usa.

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coppia

Nei momenti tristi è meglio non prendere decisioni in tema di soldi.

Getty Images/iStockphoto

Giù le mani dalla carta di credito se siete di pessimo umore. L’infelicità, la malinconia, l’insoddisfazione nelle relazioni sono causa di azioni economicamente poco sostenibili. E se fino ad oggi è stata l’esperienza diretta a insegnarcelo, ora arriva un corposo studio da Oltreoceano a confermarlo: i cuori infranti sono nemici dei buoni investimenti (e dei risparmi).
LA RICERCA AMERICANA
Un team di psicologi dell’Harvard Kennedy School of Government e della Columbia University hanno studiato come l’ansia, l’insoddisfazione e le delusioni amorose possano incidere, e molto negativamente, nelle gestione delle proprie finanze, investimenti in borsa e shopping quotidiano inclusi. Pare proprio che se le scelte  prese in un momento di down sentimentale, in tema di soldi, aranno sempre poco sagge e di certo poco lungimiranti.
Quando siamo in crisi, quando ci sentiamo soli e malinconici, quando l’umore è grigio e l’autostima sotto i tacchi, il cervello va di pari passo col cuore: non è lucido, lavora al rallentatore e non è in grado di prendere decisioni intelligenti. Lo studio americano, pubblicato di recente su Psychological Science, ha dimostrato come alcuni volontari sottoposti alla visione di un film malinconico abbiano preso decisioni finanziarie più sciocche rispetto al campione di intervistati che non aveva visto la pellicola. Il primo campione, nuovamente interrogato su questioni economiche ma dopo la visione di una pellicola rasserenante, ha dato risposte molto più assennate.
SE VI SENTITE GIÙ ANCHE I NEURONI DORMONO
Non è tutto: i ricercatori hanno dimostrato scientificamente che quando il cuore è a pezzi, anche l’attenzione scarseggia. Il cervello lavora a una velocità inferiore (anche di un terzo!) rispetto a chi è felice e, per uscire dall’empasse, brama immediata gratificazione. Pericolosa è dunque la tristezza, capace non solo di obnubilare la mente, ma di pretendere piacere e compensazione rapida.
LA LEGGE DELLA COMPENSAZIONE
A questa necessità gli psicologi hanno anche dato un nome: "present bias", ossia urgenza di compensazione determinata da una profonda tristezza e delusione sentimentale. Ebbene, per ovviare a questa emergenza si possono scegliere tre strade: il sesso riparatore (il noto chiodo-schiaccia-chiodo), il cibo ricco di carboidrati e dolci, o la carta di credito, per uno shopping compulsivo quanto inutile.
Gli scienziati, anche alla luce della crisi economica in corso, suggeriscono di lasciar perder l’ultima opzione. Meglio evitare di rendere la depressione ancora più acuta.

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