RETROSCENA 19 Novembre Nov 2012 1317 19 novembre 2012

Ferragni, se il topless è l'ultima spiaggia

La fashion blogger più famosa d’Italia rischia l’oblio. E, invece di vestire abiti glam, si spoglia.

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Chiara Ferragni1

Chiara Ferragni è la creatrice di uno dei blog di moda più famosi al mondo, The blonde Salad.

Ventiquattro anni, bionda vera, carina ma non troppo. E appassionata di moda. Tanto da decidere, nel 2009, di aprire un blog, intitolato The Blonde Salad, in cui pubblicare autoscatti dei propri look. Strizzando, sin dall’inizio, l’occhio al marketing: sotto ogni foto, c’è il nome del marchio a cui appartengono i vestiti indossati. E le aziende se ne accorgono subito.
Nasce così il fenomeno Chiara Ferragni: 250mila follower su Facebook, 110mila visitatori al giorno sul blog, per un totale di 9 milioni di impression al mese. E una fama, improvvisa e all’apparenza inarrestabile, che la porta dal red carpet del Festival del Cinema di Cannes alle più prestigiose case di moda del mondo – Dolce & Gabbana, Dior, Guerlain, Louis Vuitton, Chanel, Hogan- con un cachet che, pare, si aggiri sui 50mila euro a consulenza.
DA RAGAZZA SBARAZZINA A GURU DELLA MODA
La cremonese Chiara diventa, all’improvviso, la maitre à penser di cosa funziona e cosa no nel mondo della moda: tutti la vogliono, tutti la cercano.
E come spesso accade, da ragazza sbarazzina, la Ferragni si trasforma in consumata pr di sé stessa, circondandosi di un cerchio magico di cui fanno parte il fidanzato Riccardo Pozzoli, talmente perfetto da sembrare finto, le sorelle Francesca e Valentina e il cane, un carlino di nome Matilda. E per tutti c’è uno spazio, una comparsata, una foto. Il cane stesso, magicamente, viene ammesso in ogni ristorante, locale, negozio – provate a farlo voi – e a diventare protagonista di scatti con zampe sulle vetrinette da cui occhieggiano borse da migliaia di euro.
Sembra un sogno: le foto della stanzetta in cui la blogger è cresciuta, invasa da centinaia di scarpe, borse e abiti gentilmente offerti dagli atelier nella speranza che lei li indossi e li trasformi in capi di tendenza, fanno il giro del mondo, scatenando migliaia di emule a livello internazionale. E le copertine dei magazine di moda, da New York a Tokyo, parlano di lei. Troppo bello per durare.
DOPO IL SUCCESSO, BUCCE DI BANANA
E infatti in tanta polvere di stelle arrivano i primi scivoloni: alla Ferragni viene chiesto di disegnare una capsule collection per il marchio di intimo Yamamay. Appena la notizia si diffonde, sui social network e sul sito dell’azienda si riversano migliaia di commenti poco lusinghieri sull’opportunità di investire del ruolo di stilista una ragazza che viene considerata poco più di una persona in grado di abbinare i vestiti con gusto. Allargando poi il discorso all’evidente perdita d’indipendenza nell’informazione e nel giudizio, da parte di una blogger che per definizione dovrebbe avere un ruolo super partes.
La povera Ferragni, credendo di far bene, twitta che non gradisce più essere chiamata blogger, come ad ammettere il suo asservimento alle case di moda. Apriti cielo.
E per sottolineare ancora di più il proprio essere a servizio del business della moda e non più un occhio indipendente su di essa, si mette a fare l’imprenditrice. Disegnando una collezione di scarpe, le cui vendite on line si rivelano però fallimentari. Non la salva nemmeno un’ospitata da Chiambretti, in cui, complici delle domande non proprio brillanti, la povera Ferragni si produce nella fiera delle banalità.

Uno scatto che ritrae Chiara Ferragni in topless, abbracciata al findazato Riccardo Pozzoli.

CRESCE IL NUMERO DELLE HATERS
Intanto, il partito anti-Chiara si fa sempre più numeroso. E pazienza se dietro i commenti più feroci spesso c’è semplicemente l’invidia. Il passaparola che l’aveva portata alle stelle…la avvicina sempre di più alle stalle. Le case di moda cominciano a snobbarla, gli inviti per le sfilate si diradano, i nomi del pret-a-porter come Mango, Woolrich, Benetton prendono il posto di quelli ben più blasonati di un tempo.
SCATTI RUBATI O COSTRUITI?
La Ferragni sente la terra mancarle sotto i piedi. E pensa bene di ritornare sulla scena usando le armi che l’hanno resa famosa, questa volta in una chiave inedita: facendosi fotografare in topless nella piscina di un hotel di Miami. Gli scatti sono talmente nitidi, precisi e ben inquadrati che è impossibile pensare a una paparazzata. Come le pose del fidanzato che appoggia le mani sui seni e sulle natiche di Chiara sono palesemente studiate.
Certo, l’obiettivo è raggiunto comunque: le foto fanno il giro del mondo. Ma ancora una volta, con un effetto boomerang. La condanna della blogosfera è unanime: «Alla Ferragni non resta che spogliarsi, per far sì che si continui a parlare di lei».
Serve una nuova exit strategy. Non resta che puntare su Matilda.

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