ASCOLTI 15 Novembre Nov 2012 1356 15 novembre 2012

Musica, relax in gravidanza

Quella classica aiuta le future madri a rilassarsi, mentre stimola il bambino. No al rock e al jazz.

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Ascoltare musica durante la gestazione rilassa, distende e favorisce il contenimento dell’ansia.

Mozart e Vivaldi fino al terzo mese. Schubert e Chopin dal quarto al sesto e Bach fino al nono mese: gli ingredienti che compongono la ricetta di una sana e tranquilla gravidanza sono a forma di note musicali e provengono dai grandi nomi della musica classica. Che l’ascolto di un certo tipo di suoni e, in particolare, di un determinato genere musicale fosse un elemento rilassante per le persone, è cosa nota a tutti. Ma si fa sempre più strada il suo ruolo primario anche durante i nove mesi che precedono il parto.
RILASSANTE PER LA MAMMA
L’ascolto della musica in gravidanza è un toccasana per entrambi i soggetti coinvolti: la futura madre, infatti, può imparare a gestire in modo responsabile e attento gli inevitabili mutamenti non solo fisici, ma anche psicologici che la gestazione porta con sé: «L’ascolto musicale rilassa, distende e favorisce il contenimento dell’ansia», spiega la musicologa e musicoterapeuta Maria Teresa Nardi, «le musiche più adatte allo scopo sono lente, dolci e tranquille». Importante è anche associare a queste sinfonie immagini in grado di donare serenità alla mamma anche durante il travaglio, così che la stessa possa distrarsi, recuperare le forze e riposarsi.
STIMOLO PER IL BAMBINO
Ma la musica non ha effetti benefici solo sulla mamma: alcune ricerche hanno scoperto che nel grembo i suoni esterni arrivano, attutiti, attraversando la parete addominale e il liquido amniotico e che vengono percepiti grazie alla trasmissione di segnali acustici vestibolari e cutanei. Anche il nascituro, quindi, può essere stimolato dall’ascolto della musica, favorendo, in tal modo, la comunicazione tra mamma e bambino: «La musica durante l’attesa è il canale privilegiato di questa comunicazione», dice Maria Teresa Nardi, «e le varie attività ritmico-sonore permettono di preparare una relazione affettiva equilibrata e serena, nonché di stimolare adeguatamente lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto stesso».
SÌ ALLA CLASSICA, NO AL ROCK
Ma quale musica scegliere nei nove mesi? Sicuramente da evitare brani rock o jazz, che potrebbero far scaturire nel bambino un ricordo così fastidioso da influenzarne i primi anni dell’infanzia e stimolare ansia e irritazione. Meglio scelte classiche, anche se sarebbe opportuno evitare suoni troppo eccitanti per il bambino, come sonate in cui dominano violini e flauti. Dal primo al terzo mese, ad esempio, è consigliabile orientarsi verso la musica classica e barocca e al suo ritmo simile ai battiti del cuore a riposo. Mozart, dunque, ma anche Schubert e Vivaldi. Dal quarto al sesto mese entrano in campo le ninnananne, con il loro ritmo oscillante e la dolce melodia: Ninna Nanna di Brahms, dunque, ma anche Dvorak e Chopin. Gli ultimi mesi, infine, potranno essere caratterizzanti da musica rilassante, ma tinta anche di note gioiose e allegre. Largo quindi a Bach, Debussy e Cajkovskij.

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