INVALIDANTE 15 Novembre Nov 2012 1230 15 novembre 2012

Emicrania, il male è donna

Colpisce oltre 6 milioni di italiani, in maggioranza femmine. Ma combattere il dolore è possibile.

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emicrania

Sono oltre 6 milioni gli italiani che sofforno di emicrania. La maggioranza è donna.

Getty Images - (c) George Doyle

È donna, ha tra i 15 e i 50 anni e conduce una vita attiva. Questo l’identikit del malato tipo di emicrania, una forma di cefalea primaria (che non dipende quindi da altre malattie), che affligge 6 milioni di italiani e che nel 20% dei casi è cronica, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità la colloca al 19esimo posto per gli uomini e al 12esimo per le donne come malattia sociale e invalidante.
NON È COLPA DEI GENI
«Il genere femminile è quello più colpito, perché soggetto alle variazioni ormonali», spiega a LetteraDonna.it Fabio Frediani, direttore dell'Unità operativa di neurologia dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. La fascia di età più a rischio corrisponde all’età fertile, che è anche il periodo in cui sono più intense l’attività lavorativa e la vita sociale. Spesso però sacrificate per l’insorgere improvviso di un dolore che non permette nemmeno di alzarsi dal letto e di compiere i gesti più semplici. Basti pensare che nella sola Unione Europea ogni anno vengono perse 190 milioni di giornate lavorative per colpa di questa patologia. Le cause non sono ancora chiare, ma va senz’altro escluso il fattore genetico: «Esiste una certa familiarità», chiarisce il dottor Frediani, «nel senso che si può ereditare la predisposizione ad avere degli attacchi. Situazione che non va però confusa con la genetica in senso stretto, perché non esiste un gene difettoso che rende la malattia ereditaria».
UNA SINTOMATOLOGIA COMPLESSA
Nella maggior parte dei casi il dolore colpisce solo un lato della testa ed è accompagnato da altri sintomi. Nausea, vertigini, fastidio alla luce, ai rumori, e talvolta anche ad alcuni odori, sono i più comuni. Il 15% dei malati presenta anche le cosiddette auree, sintomi di avvertimento, soprattutto disturbi visivi e formicolii, che precedono l’attacco vero e proprio. Sia le forme con aura che quelle senza, le più comuni, sono provocate da cause di diversa natura, che variano da caso a caso. Fattori interni come, ad esempio, l’arrivo del ciclo mestruale, o esterni, come i cambiamenti nella routine quotidiana, le variazioni climatiche, l’alterazione del ritmo sonno/veglia e l’assunzione di cibi diversi dal solito, possono essere fattori scatenanti. In tutto questo, gioca un ruolo importante anche la paura di poter avere un attacco, che innesca un meccanismo ansiogeno che può poi provocarlo davvero.

L'agopuntura è uno dei metodi per combattere il dolore causato dall'emicrania.

Getty Images/iStockphoto

CRONICA, MA IL DOLORE SI PUÒ BATTERE
L’emicrania è una patologia cronica, che non guarisce con l’uso dei farmaci. Ma si può combattere sia con quelli sintomatici, che agiscono sul dolore e si assumono nella fase acuta dell’attacco, sia con quelli usati per prevenire. È innanzitutto necessario individuare il tipo di patologia di cui si soffre, analizzando con il medico la localizzazione del dolore, i sintomi che lo accompagnano e la frequenza degli attacchi, per studiare la strategia migliore da adottare: «L’emicrania può scomparire spontaneamente alla fine dell’età critica o comunque migliorare, anche di molto, con l’arrivo della menopausa, ma casi di remissione spontanea si registrano anche in età fertile», spiega ancora Frediani. «È importante affrontare il problema e non rassegnarsi», continua lo specialista. Che conclude: «Chi soffre di questo disturbo è spesso convinto che non si possa far niente e che il dolore vada semplicemente sopportato. Si può controllare con i farmaci, oppure con tecniche non farmacologiche, come l’agopuntura e il filler, che migliorano anche di molto la qualità della vita».

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