SCONTRI SCIENTIFICI 13 Novembre Nov 2012 1138 13 novembre 2012

Cancro al seno, il vino aiuta?

Secondo l'Università di Cambridge l'alcol previene il tumore. Per Zurrida e Veronesi non ci sono prove.

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bicchiere vino

Secondo una ricerca inglese, bere vino riduce l'incidenza del tumore al seno dal 16 al 20%.

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In vino salus. Ne sono convinti i ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno messo a punto uno studio, presentato qualche giorno fa alla NCRI Cancer Conference di Liverpool, in cui sostengono che bere un bicchiere di vino al giorno può aiutare le donne malate di tumore al seno a migliorare le proprie possibilità di sopravvivenza di un quinto (dal 16 al 20%).
DIAGNOSI, PESO E ALCOL
I ricercatori hanno preso in esame 13.525 donne a cui era stato diagnosticato il cancro alla mammella e le hanno seguite per un massimo di 15 anni suddividendole in base alla quantità media di alcol assunto e all’indice di massa corporea (IMC). Dai dati raccolti sono emersi due elementi: le pazienti che consumavano poco meno di cinque bicchieri di vino da 125 ml (corrispondenti a sette unità alcoliche) a settimana, aumentavano automaticamente del 10% la possibilità di sopravvivere alla malattia rispetto a quante non ne bevevano neppure un sorso. E che l'effetto benefico dell'alcol veniva parzialmente vanificato nelle donne in sovrappeso.
LO SCETTICISMO DEGLI ESPERTI
Gli esperti, però, sembrano molto scettici sulla veridicità di questo studio. Per Stefano Zurrida, direttore dell’Unità di diagnostica e terapia chirurgica in senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia, quello condotto dall’Università di Cambridge è uno studio che non ha alcun fondamento scientifico: «La scienza si basa su lavori prospettici, non retrospettici. E in questo caso non ci sono riscontri effettivi sulle donne. Come pure succede per la mammografia è difficile randomizzare». E ha spiegato a LetteraDonna.it: «Ho sottoposto al Prof. Veronesi questa ricerca e abbiamo concluso che i dati in questione non possono essere verificati perché, dovendo fare un’analisi multivariata, le variabili da considerare sono troppe. Dovremmo prendere 10 mila donne ammalate», ha specificato, «stratificarle in base al tipo di tumore, all’età, ai trattamenti seguiti e alla quantità anche minima di vino rosso che assumono. È assolutamente impossibile».
I DUBBI SULLA PREVENZIONE A BASE DI ALCOL
Questa ricerca, insomma, tenta di smentire quanto la letteratura scientifica ha fin ora affermato su consumo di alcol e tumore al seno, ma per il momento non sembra convincere. L’unica spiegazione che si è attribuita all’“influsso benefico” del vino è che le sostanze chimiche presenti nell'alcol danneggiano non solo le cellule sane, ma anche quelle cancerose. Ma il mondo scientifico proprio non riesce a capire in base a quale meccanismo un’ammalata di cancro possa beneficiare dell’assunzione di alcol in via preventiva.

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