CURIOSITÀ 7 Novembre Nov 2012 1128 07 novembre 2012

Sindrome premestruale? Una credenza

Il ciclo non incide sull'umore. Uno studio sfata il mito. E invita ad andare oltre i luoghi comuni.

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Sindrome premestruale

Sindrome premestruale

Getty Images/iStockphoto

Uno dei miti che da sempre accompagnano l’universo femminile potrebbe essere presto sfatato.
L’irritabilità e la suscettibilità tipici della cosiddetta sindrome premestruale sono solo una stupida credenza.
A esserne certa è la Dott.ssa Sarah Romans dell'Università di Otago, Nuova Zelanda, che ha analizzato, assieme ad altri suoi colleghi dell’Università di Toronto, 47 studi clinici effettuati dal 1971 al 2007 sul legame tra sbalzi d'umore e periodo precedente al ciclo.
Il risultato? Solo nel 15% di questi si riscontra una effettiva correlazione tra i fenomeni; mentre ben il 38% sostiene l'esatto contrario. Ancora: un altro 38% degli studi sottolinea la totale casualità che lega il malessere psicologico alla fase premestruale e, infine, per il 9% le donne hanno stati d'animo negativi anche in momenti diversi da quelli legati al ciclo.
IL CICLO NON GIUSTIFICA L'IRASCIBILITÀ
L’esito della ricerca pubblicata sulla rivista Gender Medicine si scontra con la convinzione generale che la maggior parte delle signore sia «affetta» da irascibilità e altri sintomi simili nel preciclo. Per la Romans, infatti, bisogna andare al di là di quei «fastidiosi luoghi comuni secondo cui se una donna è ansiosa o depressa l’unica spiegazione plausibile sono gli ormoni» e operare una distinzione fra «quanto si può attribuire alla biologia della riproduzione e quanto, invece, è il riflesso di esperienze che influenzano negativamente la vita di tutti i giorni». Del resto, solo il 2% delle 500 donne intervistate dai ricercatori che hanno supportato la studiosa in questa storica impresa sostiene che il ciclo incida in maniera determinante sul proprio umore.
DISINFORMAZIONE E FALSE CONVINZIONI
E allora a chi si deve imputare la colpa di aver fatto disinformazione per tutto questo tempo su un argomento tanto delicato? La Dott.ssa neozelandese non ha dubbi in merito: è stata la letteratura scientifica che, non avendo approfondito a dovere i disturbi disforici del periodo premestruale, ha favorito il proliferare di notizie false e tendenziose. Si è costruito, così, un mito che si è cristallizzato nella cultura di moltissimi Paesi, generando spesso e volentieri veri e propri mostri. Per molto tempo si è creduto, ad esempio, che le donne fossero affette da una vera e propria malattia insita nella loro stessa natura: l’isteria.
Insomma, tra speculazioni scientifiche e credenze popolari, sugli effetti del ciclo mestruale se ne sono dette di ogni. E chissà che la teoria Romans non riesca a mettere a tacere psichiatri e ginecologi, ribaltando una delle presunte verità assolute che pesano sulla natura di noi (povere) donzelle da secoli.

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