CONTRACCEZIONE 29 Ottobre Ott 2012 1204 29 ottobre 2012

Pillola gratis? In Francia, Usa e Puglia

La proposta del ministro francese per evitare gravidanze indesiderate. E le posizioni di Usa e Italia.

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Il tema della contraccezionde delle donne, e delle adolescenti in particolare, è uno dei temi "caldi" della salute, a livello mondiale.

Pillola gratis alle minorenni, solo così si eviteranno gravidanze indesiderate, aborti inutili e spese ulteriori sulla sanità. Ne è convinta il ministro francese della Salute, Marisol Touraine, risoluta a presentare una proposta di leggere secondo la quale lo Stato rimborserà al 100% la pillola contraccettiva per le ragazze di un’età compresa tra i 15 e i 18 anni.  «A nome del governo, presenterò un emendamento che propone il rimborso integrale da parte dello Stato della contraccezione per le giovani donne», ha detto il ministro del governo Hollande, intervistata dal quotidiano Les Echos. Tale misura affiancherà il rimborso totale dell’aborto, già iscritto nello stesso progetto di legge, il cui esame è cominciato da pochi giorni all’Assemblea nazionale: il governo dovrebbe presentare la prima bozza di legge il 7 novembre.
LA PROPOSTA DEL MINISTRO FRANCESE
Non ci sono ancora dettagli concreti sui tipi di contraccezione rimborsabile (solo la pillola contraccettiva? anche quella del giorno dopo? anche la spirale o i semplici condom?) ma il vespaio di polemiche è iniziato e, c’è da scommettere, non si placherà facilmente. In Francia conta di certo la posizione della Chiesa ma, in un paese tradizionalmente laico, pesano soprattutto le misure economiche: con quali soldi si potrebbe sostenere questo provvedimento? Lo chiedono i banchi dell’opposizione e vedremo che risposte darà il governo Hollande in tempi di tagli e spending review.
CONTRACCEZIONE GRATUITA PER OBAMA
Il tema è caldo anche Oltreoceano: nella cosiddetta Omabacare, la riforma sanitaria voluta da Barak Obama, la contraccezione gratuita era tra i primi posti dell’agenda, con ampio appoggio della classe liberal e delle femministe. Ma rispetto agli intenti iniziali il presidente degli Stati Uniti ha dovuto fare un passo indietro, per non inimicarsi troppo il fronte cattolico. Con la nuova intesa, raggiunta nei primi mesi di quest’anno ma operativa dal prossimo primo gennaio, i datori di lavori dovranno offrire copertura sanitaria anche per le spese di contraccezione delle loro dipendenti lavoratrici. Ma c’è un’eccezione. Le imprese gestite da religiosi, ad esempio ospedali e università, non saranno obbligate: chi vorrà potrà opporsi. In compenso, saranno le compagnie di assicurazione delle imprese a fornire gratuitamente ai clienti i rimborsi relativi alla contraccezione. Insomma, un colpo al cerchio e uno alla botte, per tener buono l’elettorato. E se è vero che questo principio base è legge in 28 Stati del Paese, le polemiche, alla vigilia del voto presidenziale, non si sono placate: Mitt Romney, lo sfidante repubblicano di Obama, si è detto contrario al provvedimento mentre la Casa Bianca conferma la bontà della decisione.
UNO STRUMENTO PER PREVENIRE GLI ABORTI
Un recente studio dell’Università di St.Louis, che ha avuto larga eco sui media americani settimana scorsa, ha offerto un assist a Obama: la possibilità di scegliere gratuitamente il sistema di contraccezione preferito può ridurre in maniera significativa il numero di aborti, specie tra le giovanissime. Alle donne partecipanti allo studio, quasi tutte povere o non assicurate, è stata data la possibilità di scegliere qualunque sistema contraccettivo. La maggior parte ha optato per gli impianti sottocutanei, il cui costo è di alcune centinaia di dollari e ha una durata di tre anni.  «Se le misure previste nello studio fossero ampliate, potrebbero prevenire un aborto per ogni 79-137 donne», hanno detto gli autori dello studio. I dati non mentono: le gravidanze indesiderate negli Stati Uniti sono il 50% del totale e nel 43% dei casi la donna (quasi sempre a basso reddito) alla fine decide di abortire. Lo studio conferma che il numero di aborti è una realtà dipendente dal livello di vita e che la contraccezione gratuita può far crollare il numero di interruzioni di gravidanze. I dati sono impressionanti soprattutto tra le teenager: si è registrata, grazie alla contraccezione gratuita, una diminuzione delle gravidanze giovanili dell'80% rispetto alla media nazionale.
L'ESEMPIO SOLITARIO DELLA REGIONE PUGLIA
E in Italia? L’unica regione che propone la gratuità della contraccezione è la Puglia dove una delibera regionale del maggio del 2008 prevede anticoncezionali gratis per le donne a basso reddito (dunque esenti dal pagamento del ticket) e per le immigrate. Secondo la delibera, i medici dei consultori pugliesi possono distribuire gratuitamente la pillola anticoncezionale (ma non quella del giorno dopo), l’anello vaginale, il cerotto e contraccettivi di nuova generazione.
DA STRASBURGO: MANCANO MEDICI NON OBIETTORI
Invece, sul fronte dell’interruzione di gravidanza, due giorni fa Strasburgo ha tirato le orecchie al nostro Paese: in Italia mancano medici non obiettori di coscienza per assicurare il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza. Questa la tesi sostenuta nel ricorso presentato dall’Ong International Planned Parenthood Federation European Network (Ippf En) contro l’Italia al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa, che entro questa settimana deve pronunciarsi sulla sua ammissibilità. Il numero insufficiente di medici non obiettori, soprattutto in alcune regioni minerebbe – questa la tesi dell’Ong - il diritto delle donne alla salute e discrimina quelle che per motivi finanziari non possono recarsi in un'altra regione o in strutture private.

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