ALLARME 26 Ottobre Ott 2012 1624 26 ottobre 2012

Sesso: adolescenti in pericolo sul web

Una ricerca svela che il 74% degli adolescenti maschi fa sexting. Cioè pornografia, non amore.

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Il 74% degli adolescenti maschi, secondo la ricerca dell'ospedale Niguarda di Milano, pratica il sexting.

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C’era una volta… la prima volta, l’attesa, le confidenze, le "camporelle", i consigli degli amici. Adesso ci sono il web, i video estremi, il porno diffuso ovunque, anche a facile portata di minori. Le conseguenze sul cambiamento della sessualità dei giovani cominciano ad apparire evidenti, e gli studiosi lanciano l’allarme. L’ospedale Niguarda di Milano ha da poco condotto una ricerca sul rapporto tra sesso, giovani e web con risultati tali da lasciare interdetti. Il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle ragazzine ricorre a Internet per fare sesso, per vederlo, per informarsi o per cercare un partner.
ALLARME NAZIONALE PER IL SEXTING
Il ginecologo Maurizio Bini, direttore del Centro studi e trattamento per i disturbi alla fertilità, parla di una diffusione dilagante del ‘sexting’ tra i giovani lombardi. Il campione analizzato si riferisce alla Lombardia, ma i dati emersi sono talmente d’impatto che l’allarme è nazionale. «La rivoluzione informatica – ha detto l’esperto -- ha complicato le cose perché ha consentito nuovi percorsi, spesso incomprensibili per le generazioni precedenti, per la soddisfazione sessuale individuale».
IL SESSO ONLINE È CONDIZIONATO DALLA PORNOGRAFIA
E qui sta il punto: la sessualità dei giovani appare sempre meno spontanea, sempre più estrema e condizionata dall’industria del porno. Il dilagare del sexting, la pratica di inviare immagini esplicite attraverso mms o messaggini molto spinti, è un esempio lampante.  Stando alle ultime indagini sull’argomento, il 20% degli adolescenti ha inviato foto personali in cui compare nudo o in pose provocanti o ammiccanti.
Tanti i problemi connessi: l’incapacità di sviluppare una sessualità serena, il rischio, insito nel sexting, di subire abusi (inviando magari immagini non opportune a persone che poi le useranno contro di noi), le angosce e le frustrazioni di chi il sexting lo subisce (il 40% di adolescenti italiani riceve immagini sessuali da coetanei).
Senza arrivare ai casi di cronaca più drammatici, come quello della ragazzina canadese che è arrivata a togliersi la vita proprio a causa della diffusione di foto pornografiche che la riguardavano, è innegabile che la pratica sessuale dei giovani è cambiata con le nuove tecnologie. E non sempre nel modo appropriato.
LA CROCIATA DI CINDY GALLOP
A New York Cindy Gallop, cinquant’anni ben portati e spirito libertino, ha intrapreso la sua personale crociata contro le conseguenze del porno tra i giovani. Insegna ai ventenni come sedurre usando la stessa arma del porno: il web. Ha fondato il sito Makelovenotporn, per lottare contro i cliché di questa generazione educata sessualmente dai siti sexy su internet. Come? Gli utenti possono postare i loro video personali, «per dimostrare che il sesso può essere tenero e divertente» e per «riscoprire modi più naturali di stare a letto». Nel sito si elencano le "dittature del porno" (posizioni, commenti, pratiche estreme, sado-maso e altro) spiegando che non sono l’abc del rapporto erotico e, soprattutto, che non sono obbligatori per raggiungere il piacere. Sono una scelta, non l’unica via. Anzi.
L’idea di Gallop, ex pubblicitaria attenta agli affari, ha dettato scalpore nella puritanissima America, ma, al di là della trovata commerciale e della modalità di approccio, ha il merito di aver sollevato un problema scottante: la necessità di ri-educare i giovani al sesso. Vero, non virtuale.

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