DECALOGO 18 Ottobre Ott 2012 1434 18 ottobre 2012

Eterna giovinezza

La donna, le rughe, i trattamenti. Ma quali sono i più adatti? Lo abbiamo chiesto a un'esperta.

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E' bene prendersi cura della propria pelle fin dalla giovane età: a partire dai 18 anni.

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Non è mai troppo presto per cominciare a prendersi cura della pelle, ma bisogna farlo nel modo giusto. LetteraDonna.it ha chiesto alla dottoressa Clara Rigo, specialista in dermatologia estetica a Verona e Milano, le strategie antietà corrette e le creme più indicate a ogni età.

1 – Devo aspettare di avere le rughe per preoccuparmene?
No, le rughe si formano in profondità ben prima che appaiono in superficie. A 20 anni la ruga nella pelle esiste già, ma solo dieci o quindici anni più tardi diventerà visibile in superficie. Per prevenirne e rallentarne la formazione bisogna cominciare a preoccuparsi della propria pelle già in giovane età: prima si inizia la “beauty routine” - pulizia con detergente e acqua + crema da giorno idratante e protettrice -  più si mantengono le cellule epidermiche in uno stato di salute ottimale e si rallenta, quindi, l’invecchiamento cutaneo.
2 – A quale età bisogna cominciare a curare la pelle e come?
Dai 18 anni, la mattina, si deve applicare una crema idratante con filtri anti UV e con principi attivi antiossidanti per proteggere la pelle e per contrastare le aggressioni (raggi solari, stress, inquinamento, fumo di sigaretta, sbalzi di temperatura). A partire dai 25 anni, la sera, è consigliato un siero antiossidante e antinfiammatorio da stendere su viso e collo perfettamente puliti. Questi cosmetici ravvivano anche il colorito perché favoriscono l’ossigenazione cellulare. Per amplificare i risultati si possono assumere questi principi attivi anche per via orale.
3 – Quando bisogna passare dalla protezione alla correzione?
Verso i 35-40 anni, ossia quando le prime rughe si notano veramente. Non bisogna abbandonare la protezione, che rimane indispensabile per tutta la vita, ma diventa necessario aggiungere a questo rituale dei prodotti in grado di stimolare la produzione di collagene e di rinforzare la struttura del derma, come i peptidi, per esempio. La strategia corretta prevede l’applicazione di un siero antirughe sotto la crema da giorno protettiva e poi la sera sotto la crema da notte rigenerante.
4 – Che cosa rischio se a 25 anni utilizzo un cosmetico antirughe formulato per pelli più mature?
Nel migliore dei casi è una strategia inutile. La pelle giovane ha poche o niente rughe, niente rilassamenti, niente macchie cutanee, dunque l’antirughe non ha nulla da contrastare. Questi prodotti sono formulati per stimolare il ricambio cellulare che rallenta con il passare degli anni: l’utilizzo precoce di attivi “stimolanti” può stressare la pelle che è sottoposta ad un surplus di lavoro inutile e spinta a spendere anzitempo il suo capitale di rigenerazione. Dunque, meglio evitare. Intorno ai 25 anni si possono utilizzare formule arricchite con acido ialuronico che aiuta a conservare l’idratazione epidermica e chiedere consiglio ad uno specialista che saprà indicare il prodotto giusto per l’età della propria pelle che può scostarsi, anche di molto, dall’età anagrafica.
5 – Il siero, a che cosa serve?
Ad apportare una concentrazione di attivi più elevata rispetto a quella contenuta in una crema. Unico inconveniente: non dà comfort alla pelle per un’intera giornata. È un po’ come la lingerie: sopra ci vuole l’abito. Il pregio del siero è nella sua capacità di rinforzare l’attività della crema formulata con gli stessi attivi e, in più, di apportare alla pelle ingredienti complementari. In concreto, si ottengono risultati visibili in minor tempo. Il siero si può usare quotidianamente se ha un effetto protettore nei confronti delle aggressioni quotidiane, o come trattamento d’urto quando serve una formula rigenerante, per esempio antifatica o super riparatrice dopo l’estate.
6 – È vero che posso associare un siero di una marca con la crema di un’altra marca?
A priori, sì, ma per ottimizzare l’efficacia dei due trattamenti, è più giudizioso utilizzarli della stessa gamma, poiché agiscono in sinergia.
7 – Se abbondo nella quantità di crema, ottengo risultati migliori?
No, poiché la crema agisce solamente se è assorbita dalla pelle, quella che rimane in superficie rende solo la pelle lucida e, se grassa, tende a dilatare i pori. L’applicazione corretta? Si preleva una nocciola di crema da distribuire su fronte, mento e guance, poi si stende verso il centro del viso.
8 – Bisognerebbe cambiare crema regolarmente?
No, se funziona è meglio non cambiarla. La pelle ci mette da quindici giorni a un mese a adattarsi ad un prodotto che, solo a partire da questo momento, comincia a fare veramente effetto. Inoltre, le cellule non si abituano a un cosmetico poiché si rinnovano ogni ventun giorni. Il consiglio, dunque, è di usare lo stesso cosmetico per due/tre mesi consecutivi, e più a lungo ancora se ci si trova bene e se si vedono i risultati.
9 – Posso applicare la crema da giorno di notte?
Sì, se di tratta di un trattamento globale concepito per essere applicato mattino e sera. Come si riconosce? Non ha Spf e non ha dichiarato in etichetta che si tratta di una crema da giorno. Nel caso contrario, è preferibile usare un prodotto specifico da notte sbarazzato del superfluo (filtri solari, agenti protettivi, riflettori ottici…) per concentrarsi sull’essenziale: favorire l’accelerazione della naturale rigenerazione cellulare.
10 – Un antirughe può competere con la medicina estetica?
No, ma le due strategie possono essere complementari. Fare iniezioni di acido ialuronico, di cocktail rivitalizzanti o di botox senza completare il trattamento con l’applicazione di una buona crema è come aggiustare una falla in superficie senza rinsaldare la struttura portante. La scelta della crema è molto importante: non deve essere grassa, ma formulata in modo da apportare alla pelle tutti gli attivi rigeneranti di cui ha bisogno. I laboratori cosmetici, inoltre, hanno messo a punto innovative tecnologie di vettorizzazione capaci di far penetrare sempre più a fondo i principi attivi, così da rendere sieri e creme una non trascurabile alternativa alla medicina estetica, soprattutto per risolvere inestetismi poco pronunciati.

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