SFIDE EDITORIALI 12 Ottobre Ott 2012 1503 12 ottobre 2012

Carine Roitfled regina di Harper's

La ex di Vogue Francia è stata nominata global fashion director in casa Hearst.

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Come ci insegna il proverbio "la fortuna premia gli audaci", soprattutto se gli audaci in questione hanno seminato per anni successi e pubbliche relazioni ad altissimi livelli. Come ha fatto Carine Roitfled, che nel gennaio 2011 ha abdicato dall'ambitissimo trono di Vogue Paris occupato per un decennio, senza una ragione apparente e che oggi è stata incoronata global fashion director di Harper's Bazaar.
LA CARRIERA DELLA EX DI VOGUE FRANCIA
In un anno e mezzo la bella 58enne, "rivale" per eccellenza dell'omologa americana Anna Wintour, si è dedicata a lavori di freelance, disegnando collezioni di cosmetici, curando lo styling per altri magazine e per amici stilisti, organizzando i suoi soliti magnifici party durante le settimane della moda e il festival di Cannes e infine risparmiando un po' di tempo libero da trascorrere con la sua prima nipotina, figlia della sua secondogenita Julia.  Il mese scorso ha debuttato la sua attesa rivista, il CR Fashion Book magazine,  accolto con l'entusiasmo che solo una donna perennemente in carriera come la Roitfeld sa conquistarsi. Neppure il tempo di sistemarsi sulla sua nuova poltrona, che se n'è liberata un'altra per lei, anzi: è stata creata appositamente. Il colosso editoriale americano Hearst ha infatti nominato madame Roitfeld come "global fashion director" per Harper’s Bazaar, l'unico mensile di moda capace di fare da concorrenza a Vogue.
A Carine spetterà il compito di collaborare con tutti i direttori delle 26 edizioni in tutto il mondo. Un lavoretto impegnativo, tuttavia concicliabile con la produzione del CR Fashion Book la cui è uscita è programmata solo due volte all'anno.
LA TEORIA DEL COMPLOTTO
Per quanto il curriculum di tutto rispetto della Roitfeld giustifichi di per sé l'incarico, immediatamente sono partite le teorie di complotto ai danni di Condé Nast, l'altro colosso americano che edita Vogue in America e nel mondo e la cui punta di diamante è la Wintour.
«Tutto questo riguarda solo e unicamente Harper's Bazaar e non ha a che fare con nient'altro, tantomeno con la concorrenza» ha tagliato corto Duncan Edwards, presidente di Hearst Magazines International. Eppure non è da escludere che Harper's Bazaar stia tentando una rimonta su Vogue, dopo gli ultimi anni di sofferenza con una circolazione di 700mila copie in 26 edizioni contro un milione e 250mila copie del concorrente edito in 19 edizioni. Insomma, dura vita per Carine, ma la sappiamo ben attrezzata.

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