FASHION WEEK 14 Settembre Set 2012 1031 14 settembre 2012

Milano Moda punta in borsa

Oltre 130 collezioni, svetta il Made in Italy. Che punta a bissare i ricavi boom del 2012.

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sfilata prada collezione primavera estate 2012

Sfilata Prada primavera/estate 2012.

La settimana della moda di Milano è ai blocchi di partenza. Ed è pronta a sfidare la crisi e i tempi di austerity con ben 71 sfilate e 53 presentazioni, per un totale di 132 collezioni da mostrare a buyer e giornalisti di settore. Sei giorni e mezzo di glamour che accendono, come sempre, i riflettori sui grandi nomi del Made in Italy, senza dimenticare i giovani creativi, che avranno degli spazi dedicati.
FATTURATI IN CRESCITA
Ma la Fashion Week milanese non è solo sfilate e party esclusivi, ma anche l’occasione per tirare le somme del mercato della moda. Che nonostante la difficile congiuntura economica mondiale, non sembra conoscere freni. Le principali aziende italiane del settore sembrano aver rafforzato nel 2011 gli utili, con crescite al di sopra di ogni aspettative, confermate anche nel primo semestre del 2012. Tra le 25 aziende italiane analizzate (dati Pambianconews) a spiccare la vetta c’è Bottega Veneta, con un incremento del fatturato del 33,7%. Numeri che fanno ben sperare e che anche grazie all’apertura verso la Russia, la Cina e gli Emirati Arabi, vedono il potenziamento delle esportazioni della moda italiana.
IL FATTORE BORSA
Il merito però è anche della finanza. Escludendo Bottega Veneta (non quotata), ai primi posti della classifica, troviamo tutte le griffe che negli ultimi anni si sono inserite nei listini delle borse di tutto il mondo, da Piazza Affari a Hong Kong. Ci sono ad esempio Ferragamo con il 26,2% di fatturato in più, Prada, con il 24,9% e Brunello Cucinelli con il 19,1%. E i dati relativi ai primi mesi del 2012 confermano per queste aziende il trend positivo, a testimoniare che l’apertura di boutique a Est del planisfero fa innalzare i ricavi. Non se la cavano male neanche Versace con il 16,4% e Armani con il 13,6%, mentre rimangono invariati gli utili di Dolce&Gabbana, che forse pagano per la chiusura della linea D&G. In ogni caso si prospetta un 2013 di successi per le maison italiane. Che, conti a parte, avranno una settimana per stupire con la loro creatività, anch’essa in continua ascesa.

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