LONDRA 11 Settembre Set 2012 0930 11 settembre 2012

Modelle sul piede di guerra

Presentato un documento in 10 punti: no alle minori di 16 anni, massimo 10 ore di lavoro, bagni e cibi adeguati.

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modella

Una modella sfila su una passerella inglese.

Ken Goff/SGP - Copyright Ken Goff/SGP 2012

Posano senza aver ancora compiuto 16 anni. Lavorano anche 12 ore. Spesso sono costrette ad avere rapporti sessuali con clienti e fotografi. La vita delle modelle non è sempre affascinante. Anzi, rasenta lo sfruttamento. Tanto da mettere in guardia il sindacato. Equity, l'associazione che tradizionalmente tutela gli attori negli Usa, ha presentato al congresso nazionale dei sindacati britannici (il Tuc) una mozione in 10 punti per la tutela delle indossatrici.
NON PIÙ DI 10 ORE AL GIORNO
Stop alle modelle bambine, limite di 10 ore lavorative al giorno, esibizione delle nudità precedentemente concordate. Ma anche: camerini privati, bagni e una temperatura nello studio di posa mai inferiore ai 21 gradi. Sono alcune delle richieste dell'associazione, che si è fatta portavoce di una catgoria, quella appunto delle giovani donne che sfilano e posano, che spesso si trova senza potere di negoziazione. Il più delle volte delegato, come nel caso britannico, alle associazioni delle agenzie di modelle: “Per colpa degli stereotipi sulle supermodelle, o a causa della giovane età, molte ragazze non sanno come esercitare i propri diritti”, spiega all'Independent Victoria Keon-Cohen della Actor's Equity, “E non è certamente nell'interesse dei datori di lavoro renderle consapevoli”.
UN MONDO SENZA REGOLE
Il risultato è quindi un'industria completamente senza regole. Anche se, negli ultimi anni, sono stati fatti molti tentativi per migliorare la condizione delle modelle. L'ultima in ordine di tempo, è stata la presa di posizione del network internazionale di Vogue, che nelle edizioni di giugno 2012 aveva lanciato il monito The Heath Initiative contro l'eccessiva magrezza e a favore di uno stile di vita più sano nel mondo della moda. Ma non tutte le testate sembrano aver appreso in pieno l'iniziativa.
LE INIZIATIVE FALLITE
Così come è rimasta lettera morta il tentativo di tutela del Model Heath Inquiry, sostenuto dalla baronessa Kingsmill. Oppure l'idea del The model sanctuary, un “rifugio” fondato nel 2007 da Erin O'Connor che metteva a disposizione delle ragazze un team di nutrizionisti, medici, psicologi ed esperti di fitness, chiusa però all'inizio di quest'anno per mancanza di fondi.

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