FATTO DEL GIORNO 30 Agosto Ago 2012 1041 30 agosto 2012

Siria, nuova strage di donne e bambini

Sale a 147 il bilancio delle vittime dall’inizio degli scontri.

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SYRIA-CONFLICT-ALEPPO

Bambini fotografati il 30 agosto vicino a un corpo di un civile in una città vicino ad Aleppo.

AFP/Getty Images - 2012 AFP

Un'altra drammatica notizia arriva dalla Siria.  I comitati di coordinamento locali hanno infatti registrato il 30 agosto la morte di 9 donne e 8 bambini, uccisi in un bombardamento a Abu Dhuhur, una cittadina a sud di Aleppo. L’orrore è continuato ad Arhia, nella provincia di Iblib : qui le forze governative hanno trovato 42 cadaveri ammanettati, dati alle fiamme probabilmente dopo un’esecuzione sommaria. Alcuni testimoni raccontano poi che 4 ribelli "sono stati bruciati vivi" per terrorizzare la popolazione della città, una delle roccaforti della ribellione, da mesi al centro della battaglia tra disertori e militari fedeli al presidente Bashar al Assad.
LA GUERRA CIVILE E L'ALLARME PER I RIFUGIATI
Sale così a 147 il bilancio degli uccisi dall’inizio degli scontri in Siria, iniziati con le proteste del marzo 2011 e poi sfociati in vera e propria guerra civile l’anno successivo. La lista nera conta ogni giorno donne e bambini, e ci ha pensato l’ultima notizia a confermare tragicamente questa tendenza. Anche per questo motivo, sono moltissime le persone che decidono di fuggire dal Paese. Proprio oggi, l'alto rappresentante per i rifugiati, Antonio Guterres, ha rilanciato al Consiglio di sicurezza dell'Onu l'allarme rifugiati in Siria, sottolineando come il numero di persone che ha lasciato il Paese verso Turchia, Libano, Giordania e Iraq è salito oltre quota 229mila. Un quadro drammatico che richiederebbe la creazione di alcune 'zone cuscinetto' all'interno del Paese.
IL BRACCIO DI FERRO DELLA POLITICA INTERNAZIONALE
I ministri degli esteri riuniti nel Consiglio di sicurezza, però, hanno dovuto prendere atto delle difficoltà per realizzarle, perché il rischio più concreto è che si apra una strada senza uscita verso un conflitto ancora più ampio. È questo il timore dell’ambasciatore russo presso l'Onu, Vuatly Churkin, mentre il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, e il collega britannico, William Hague, non escludono un'azione militare per proteggere le eventuali 'zone cuscinetto'.
Nel frattempo, è stato accolto l’appello alla comunità internazionale dei delegati dei Paesi membri del Consiglio per nuovi finanziamenti verso le zone del conflitto, e sono stati stanziati da Londra e Parigi nuovi fondi per garantire una maggiore assistenza umanitaria alla popolazione.

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