SE NE DISCUTE 30 Agosto Ago 2012 1126 30 agosto 2012

Legge 40: alzano la voce le donne della politica

Governo e Chiesa vorrebbero il ricorso. Hanno invece paura le coppie con malattie genetiche.

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gravidanza

La legge 40 sulla procreazione assistita viola la Comvenzione europea sui diritti umani.

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La sentenza della Corte di Strasburgo sulla legge 40 continua a scaldare gli animi. Questa mattina il ministro della Salute Renato Balduzzi ha ribadito dal piccolo schermo quanto dichiarato ieri, sostenendo che: «Ha senso promuovere il ricorso» nei confronti della verdetto sulla legge 40 che boccia il divieto alla diagnosi pre-impianto nella fecondazione assistita, anche per «capire la situazione rispetto all'orientamento giuridico». Il ministro, ospite il 30 agosto a Uno Mattina su Rai1, ha spiegato che in questo momento c’è bisogno di promuovere l’equilibrio, dopo che la decisione europea ha creato scompiglio. Insomma, Roma punta i piedi e, con il sostegno dei vescovi, non ci sta a farsi dare consigli su come legiferare.
LA REAZIONE DELLE DONNE DELLA POLITICA
Molte le donne della politica che inorridiscono di fronte all’eventualità del ricorso. Prima fra tutte, Giulia Bongiorno, deputata di Fli e presidente della Commissione Giustizia della Camera, che definisce la legge «sbagliata e odiosa», perché «nega il diritto di autodeterminazione delle donne». Sulla stessa linea d’onda la leader di Cgil Susanna Camusso, che promette di ricominciare a fare battaglia per cambiare la norma, se non lo farà il Governo. Fa eco ai giudici di Strasburgo il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, la quale punta il dito contro l’incoerenza della legge rispetto all’ordinamento italiano «che prevede tra l'altro l'aborto terapeutico».
Va controcorrente, invece, la senatrice dell'Api (il partito di Francesco Rutelli) Emanuela Baio, la quale ritiene il ricorso «uno strumento utile, necessario e indispensabile per fare chiarezza e per non scardinare i principi della normativa italiana: il valore giuridico dell'embrione, la tutela della maternità e paternità e l'accettazione del limite umano».
LA PREOCCUPAZIONE DELLE COPPIE COSTRETTE AD ANDARE ALL'ESTERO
Intanto, alzano la voce le coppie portatrici sane di malattie, che si definiscono vittime della legge 40. La norma, infatti, impedisce di scartare gli embrioni non sani selezionati per l’impianto, con il rischio di portare avanti gravidanze complicate e di dare alla luce neonati malati. Per questo motivo, ormai da diversi anni, partono le carovane verso la Svizzera o la Turchia, dove le cliniche private praticano la fecondazione assistita; ma solo per chi se lo può permettere, perché tra viaggio e spese il conto è molto salato.

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