Sex & the Spread 31 Luglio Lug 2012 1259 31 luglio 2012

Più pancione con la crisi

Una ricerca inglese parla un boom di concepimenti, complici le olimpiadi, il debito pubblico e la riscoperta del privato.

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coppia

Sempre più coppie trascorrono le loro serate in casa, in intimità.

Getty Images/Goodshoot RF

Li chiameremo i figli dello spread? Forse. A giudicare dal numero di "pance abitate" che si vedono in giro ultimamente, c’è da scommettere che la prossima stagione autunno-inverno registrerà un buon incremento di nascite. Gli inglesi, che amano essere precisi, si sono messi a fare i conti: stando alle parole del professor Ellis Cashmore, docente alla Staffordshire University, nei mesi successivi ai Mondiali di calcio o a importanti kermesse sportive si registra un picco di nascite. «Non è un’equazione complicata – commenta pacato al Daily Mail – più rapporti sessuali si hanno, più bambini nascono». Quest’anno dovremmo quindi essere messi bene, dopo gli Europei di calcio e Olimpiadi di Londra...
CON UN BALZO DAL DIVANO AL LETTO
Non si capisce però se il boom di nascite sia da collegarsi a un eccesso di fervore per le gesta sportive della squadra del cuore o dal fatto che le competizioni occuperanno i palinsesti televisivi serali, spingendo chi ama lo sport a tranquille serate in famiglia (che si concludono in camera da letto) e chi non lo ama a spegnere direttamente la tv e a darsi da fare. E mentre in Inghilterra (sì, sempre loro) si disquisisce sul fatto che il libro dell'estate Cinquanta sfumature di grigio (edito in Italia da Mondadori), ribattezzato dai geni del marketing  mommy-porn (cioè romanzo hard a misura di mamma o casalinga), stia contribuendo a innalzare il numero delle nascite nella terra di Albione, da noi ci sono altri numeri su cui riflettere.
I DATI ISTAT REGISTRANO UN AUMENTO DELLE NASCITE
Prendiamo quelli dell’Istat, ad esempio. Sorpresa: in una nazione in perenne decrescita come la nostra, nelle grandi città (Milano, Roma) i nuovi nati sono in aumento. Sotto la Madonnina, ad esempio, negli ultimi vent’anni si è registrata una lenta ma costante crescita: dai 9.276 nati nel 1991 ai 10.485 del ‘99 agli 11.720 del 2011. Dati del primo semestre 2012 non ci sono, ma sociologi e psicologi lo dicono da mesi: è in atto una riscoperta del privato, degli affetti intimi, della famiglia, delle sicurezze, dei ‘nidi’. C’è la crisi, si esce di meno, si sta più in casa, si elimina il superfluo e si punta sull’essenziale.
Se l’Italia il prossimo anno invertirà la rotta della natalità sarà grazie – almeno questa volta non per colpa – dello spread.

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