Alimentazione 4 Febbraio Feb 2015 0900 04 febbraio 2015

Maestra, sul latte non sono preparato

Il governo vuole aumentarne il consumo nei pasti scolastici. Ma la dieta dev'essere equilibrata.

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Si tratta di un alimento fondamentale per la crescita di bambini e adolescenti. Ma bisogna valutare bene come inserirlo nella dieta quotidiana. Parliamo del latte, dopo che il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato l’intenzione di aumentarne il consumo nelle mense scolastiche a partire dal 2016 con il progetto 'Latte nelle scuole'.
Giuseppe Morino, responsabile del centro alimentare dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, non ha dubbi:  bisogna favorire il consumo di latte ma anche corrette abitudini alimentari tra i più giovani.

Una mensa scolastica: è indispensabile un equilibrio tra gli alimenti proposti ai bambini.

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«Resta tuttavia da capire come conviene inserire l'alimento all'interno del menù quotidiano», chiarisce Morino.
Il motivo è semplice. Il latte è un'ottima fonte di calcio e va benissimo bevuto al mattino a colazione. Diverso è assumerlo durante i pasti: si tratta infatti di una fonte importante di proteine, quindi bisogna rivedere le altre componenti del pasto per non rischiare di esagerare con le proteine a scapito di altri alimenti importanti.
Insomma, sì al latte, ma bisogna capire quando berlo durante la giornata scolastica del bambino.

Latte, frutta, verdura, legumi e pesce devono entrare in una dieta equilibrata.

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«Escluderei di introdurre il latte a merenda. Qui la regina resta la frutta e non va sostituita», aggiunge il nutrizionista.
Ma il percorso non è finito: «Dopo frutta e latte, un passaggio da fare saranno le verdure, poi i legumi ed infine il pesce. Bisogna lavorare soprattutto nelle scuole dell'infanzia facendo avvicinare i bambini più piccoli al cibo sano», conclude.
L'iniziativa del ministero dev’essere quindi accompagnata da un percorso di educazione alimentare che deve interessare pure la famiglia. Servono perciò campagne informative che coinvolgano oltre agli studenti anche i genitori e magari gli insegnanti.

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