ALLARME 2 Novembre Nov 2012 1742 02 novembre 2012

Bambini, uno su tre è in sovrappeso

I piccoli italiani sono sempre più grassi. E dal 40 all'80% rischiano di esserlo anche da grandi.

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A merenda, meglio la frutta.

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Un bambino italiano su tre è sovrappeso. Lo rivela uno studio dell’Osservatorio nazionale Grana Padano, che ha valutato le abitudini alimentari di 2238 ragazzini. I dati sono allarmanti: il 40% degli under 14 ha problemi di peso, con una percentuale maggiore nelle femmine rispetto ai maschi, 42% contro 38%. Le differenze sono importanti anche su base regionale, con il Sud che tocca i valori massimi: il 20,6% dei piccoli campani è obeso e il 28,3% sovrappeso, contro il 3,5% della provincia di Trento. Sedentarietà e cattive abitudini alimentari le cause principali del problema. Inoltre, la ridotta capacità di spesa dovuta alla crisi economica può indurre ad acquistare cibi a basso costo, ma con più alto contenuto di zuccheri e grassi, nocivi per la salute se consumati in quantità elevate.
RISCHIO NELL'ETÀ ADULTA
LetteraDonna.it ha intervistato il professor Claudio Maffeis, responsabile di Nutrizione clinica e Obesità presso il dipartimento di Diabetologia pediatrica dell’Ospedale di Borgo Roma a Verona.
DOMANDA. Snack e merendine vanno esclusi totalmente dalla dieta dei più piccoli o c’è un margine di tollerabilità?
RISPOSTA. In realtà ogni cibo può essere un problema, perché l’obesità deriva da apporti in eccesso rispetto al fabbisogno reale, cioè a quanto consuma l'organismo. Il segreto di un’alimentazione equilibrata è una dieta molto varia, in porzioni ragionevoli.
D. Un bambino sovrappeso tenderà ad avere lo stesso problema da adulto?
R. Sì, dal 40 all’80% dei casi. Anche per questo è necessaria la prevenzione.
D. E nel caso si fosse già “oltre la prevenzione”, quali sono i rimedi?
R. Affidarsi innanzitutto a un pediatra esperto in nutrizione, per accertare la diagnosi di obesità e delle eventuali complicanze che spesso la accompagnano. Poi iniziare un programma di trattamento rivolto all'intera famiglia, che preveda anche un percorso motivazionale.
D. Ci suggerisce una merenda adatta a un bambino in età scolare, che non abbia particolari esigenze alimentari e problemi di salute?
R. Ottima la frutta, da alternare con altri alimenti, ad esempio yogurt, pane o fette biscottate e marmellata. Bene anche i prodotti da forno (fetta di torta casalinga o merenda confezionata). È importante non eccedere, perché la merenda dovrebbe fornire solo il 10% delle calorie totali della giornata.
D. Il discorso vale anche per bambini che svolgono regolarmente uno sport?
R. Sì, perché, fatta eccezione per l’agonismo ad alto livello, il consumo calorico legato all'attività motoria è generalmente modesto e quindi non si deve rischiare di dare, con la merenda, più calorie di quelle che sono state bruciate durante l'attività fisica.
SPORT COME MEDICINA
Lo sport è, insieme con un corretto regime alimentare, lo strumento perfetto, sia per prevenire che per curare. Un'attività che deve essere prescritta dallo specialista, proprio come un farmaco. È quanto è emerso nel corso dell’ultimo Congresso mondiale di Medicina Sportiva: «Per cercare di arginare il fenomeno dell’obesità infantile è necessario rivolgersi allo specialista per una 'prescrizione' corretta dell'attività da fare», ha spiegato Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana. L'esercizio fisico va fatto nella giusta dose, che va calcolata in base a parametri come l'altezza, il peso, la pressione e l’efficienza fisica. Criteri che valgono per bambini e adulti. Nel caso dei più piccoli, inoltre, bisogna considerare anche altri fattori: «Il metabolismo e la scuola sono fonti di spesa energetica importanti per l’organismo di un bambino, quindi, a seconda del periodo dell'anno, varia la quantità di esercizi che il corpo è in grado di sopportare», ha aggiunto l’esperto.

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