FRUTTA TROPICALE 11 Luglio Lug 2012 1224 11 luglio 2012

Alla scoperta della Gauyaba

Ha polpa rosa e gusto dolce. È ricca di vitamine A, E e di antiossidanti. Ma occhio alle calorie.

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guayaba

La gauyaba ha un sapore che ricorda mela cotogna, fragola e banana.

Getty Images/iStockphoto

Succhi di frutta, creme, marmellate, persino gelati. La gauyaba (o guava) è ovunque. Negli Stati Uniti la si trova fresca o in mille preparati, complice il fatto che venga considerato da molti una sorta di superfrutto dalle innumerevoli proprietà: si dice che sia ottimo per la pelle, depuri dalle tossine, faccia bene all’abbronzatura.
In India e in Sud America, dove se ne coltiva la maggior parte, la usano come toccasana contro ogni forma di maldipancia, dalla congestione alla diarrea, ma anche per curare le infiammazioni. Dopo aver fatto capolino imbottigliata come ingrediente esotico o sottoforma di essenza per qualche nuovo profumo lanciato sul mercato, la gauyaba ha iniziato a farsi conoscere anche in Italia, nei mercati locali e nei banchi di frutta e verdura degli ipermercati. Con una varietà di formati e colori.
UN GUSTO SCONOSCIUTO
La più comune è quella a forma di grossa pera, o mango. All’interno, una polpa arancione, o rosa acceso, con un sapore che a molti ricorda la mela cotogna, la fragola e la banana. E tanti semi: «Ha un gusto del tutto sconosciuto al nostro palato, molto zuccherino», prova a descrivere Stefania Ruggeri, ricercatrice dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.
Che spiega quali siano, al di là delle mode e delle tradizioni, le sue qualità: «È molto ricca di nutrimenti buoni. Soprattutto antiossidanti, come il licopene e la vitamina E. La gauyaba ne contiene circa 3 -4 volte in più di un kiwi o un’arancia. Poi tanta vitamina A (soprattutto nella versione rosa o arancio), ottima per la vista e la pelle. E fibre idrosolubili, essenziali per l’intestino».
ATTENZIONE ALLE CALORIE
Ma attenzione, tra i diversi pregi c’è un difetto importante: «Le calorie. Sono il doppio di quelle che potremmo trovare nella frutta mediterranea che consumiamo regolarmente, come l’arancia». È giusto farsi tentare dal suo profumo e dal suo aspetto simpatico, da cartone animato giapponese o meglio evitare, quindi? «Di sicuro il fatto che sia un ingrediente nuovo, sfizioso e divertente, è utile. Variare l’alimentazione e dare un po’ di colore ai pasti, in vista dell’estate, è sempre un bene. Per il fisico e per l’umore», premette la Ruggeri. Che poi aggiunge: «Meglio non mangiare però più di un frutto alla settimana. Considerato anche il fatto che, mediamente, la frutta esotica, specialmente se così nuova per il nostro mercato, ha un costo più elevato rispetto ai prodotti più tradizionali».
PROVALA IN MACEDONIA
Visto che l’apporto di nutrimenti utili è notevole e i vantaggi sono molti, si può trovare un compromesso tra zuccheri, budget e benessere: «Ad esempio provarla di tanto in tanto in macedonia, abbinata a fragole, pesche o angurie, che contengono poche calorie». Oppure usarla come snack alternativo alla classica banana da mangiare dopo la corsa o dopo la palestra: «La guayaba è un corroborante, perché è una valida fonte di potassio, perfetta dopo gli sforzi muscolari o per avere a disposizione una fonte di sali minerali quando ci si sente spossati».

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